Sono 12.415 le persone risultate positive al coronavirus nelle ultime 24 ore, a fronte dell’analisi di 211.778 test (tra molecolari e antigenici). Il tasso di positività è al 5,9%, in calo rispetto al 6,3% di ieri (-0,4%). Le vittime sono 377. Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, al netto dei nuovi ingressi sono in calo di 17 unità i posti letto occupati in terapia intensiva da malati Covid. Scendono anche i pazienti in area medica (-27). Tra le Regioni il maggior incremento di casi è in Lombardia, con 1.603 nuovi positivi su 25mila tamponi. Circa 1.400 contagi in Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia. Seguono Puglia (+908), Campania (+891) e Piemonte (+495). Nelle Marche i casi accertati sono 440, pochi di meno in Toscana e Friuli. Ancora alti i contagi in Calabria (+351), così come in provincia di Bolzano, alle prese con 308 positivi, e Abruzzo (+285). Sopra quota 100 l’Umbria e la provincia di Trento, mentre Basilicata, Valle d’Aosta e Molise segnano rispettivamente 49, 18 e 70 nuovi casi.

Ora che la settimana si è conclusa, è possibile fare un confronto con i numeri delle settimane precedenti per comprendere meglio l’andamento della curva epidemiologica. Una premessa: nel calcolo non vengono ancora inclusi i positivi rintracciati tramite test antigenici, dal momento che il dato è stato inserito nel consueto bollettino del ministero della Salute solo da pochi giorni. Da lunedì a oggi sono stati accertati in tutta Italia 102.558 positivi al Covid, un dato in discesa rispetto ai 120.667 di 7 giorni fa: si tratta di un primo segnale di miglioramento dopo l’incremento osservato durante le vacanze di Natale. Due settimane fa, infatti, cioè a cavallo di Capodanno, i contagi settimanali erano a quota 107.775. Mentre tra il 21 e il 27 dicembre si fermavano a 95.133. Una tendenza confermata anche dal tasso di positività, cioè dal rapporto tra positivi e test molecolari effettuati. Questa settimana si è attestato al 10,2%, mentre 7 giorni fa era al 12,7%. Andando a ritroso c’è il 12,3% registrato tra il 28 dicembre e il 3 gennaio, mentre all’inizio delle festività era fermo al 10,5%. Stabili i decessi, nonostante il dato rimanga drammatico: da lunedì a oggi sono morte 3.422 persone a causa del Covid, mentre la scorsa settimana il totale era di 3.423.

Sul fronte ospedaliero, l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) rileva una lieve riduzione dei ricoveri. Al 16 gennaio l’occupazione delle terapie intensive scende al 29% a livello nazionale, cioè sotto la soglia considerata critica del 30%. Scende di un punto percentuale anche l’occupazione dei posti in area non critica, arrivati a quota 36% (qui il livello d’allarme è fissato al 40%). Alcune regioni restano però ancora in una situazione di difficoltà: si supera la soglia in Emilia Romagna (31% terapie intensive e 41% area non critica), Friuli Venezia Giulia (38% terapie intensive e 53% area non critica), Lazio (43% area non critica), Marche (38% terapie intensive e 50% area non critica), Bolzano (34% terapie intensive e 42% area non critica), Trento (51% terapie intensive e 48% area non critica), Piemonte (42% per l’area non critica), Puglia (32% terapie intensive), Umbria (terapie intensive al 38%), Veneto (terapie intensive 34%).

Dall’inizio della pandemia a oggi sono 2.379.043 le persone risultate positive al Covid-19 nel nostro Paese, di cui mezzo milione solo in Lombardia. 82.177 le vittime totali, mentre 1.745.726 cittadini sono guariti o sono stati dimessi dall’ospedale. Attualmente i contagiati sono 553.374, di cui 528.114 in isolamento domiciliare. Ancora sopra quota 20mila i ricoverati nei reparti Covid, mentre sono 2.503 i pazienti per cui si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva.

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