Lunghe code fuori dai negozi, vie dello shopping affollate in vista del Natale, metropolitane in affanno per garantire la capienza al 50% sui treni. Da Nord a Sud, a Torino come a Napoli, tanti cittadini hanno approfittato dell’ultimo weekend prima dell’ingresso in zona rossa per fare acquisti nei centri storici, facendo scattare i provvedimenti adottati da sindaci e prefetti per limitare gli assembramenti. A Milano i tornelli di alcune stazioni della metro sono stati chiusi per 300 volte per evitare eccessivo affollamento. A Roma un tratto di via del Corso è stato bloccato per alcuni minuti per permettere alla folla di defluire dalle strade laterali. A Napoli il quartiere del Vomero è stato frequentato da migliaia di napoletani e casi simili sono stati riportati in altre città della Campania. È anche per questo che il governatore Vincenzo De Luca ha deciso di lasciare la sua Regione in zona arancione fino al 24 dicembre (anziché passare in gialla da domenica), quando scatteranno le misure più severe previste a livello nazionale.

Milano – Nel capoluogo lombardo la giornata di shopping ha impattato soprattutto sulla metropolitana. In più occasioni nelle fermate del centro storico, come Duomo, Cadorna e San Babila, sono risuonati dagli altoparlanti gli avvisi che i tornelli sarebbero stati chiusi giusto il tempo per liberare la banchina. A Duomo, Loreto e Cadorna è stato anche chiuso il passaggio da una linea all’altra della metropolitana, sempre per controllare il flusso di viaggiatori. Nelle vie del centro, invece, si sono create lunghe code all’ingresso dei negozi e tante persone a passeggio, anche se tutte munite di mascherina e distanziate. Non sono mancate le presenze nei bar all’ora dell’aperitivo e gruppi di ragazzi in corso Como.

Roma – Pure nella Capitale non sono mancati disagi sui mezzi pubblici, con le stazioni di Spagna e Flaminio chiuse per evitare assembramenti. È già avvenuto nei giorni scorsi, così come la momentanea chiusura al traffico pedonale di un tratto di via del Corso. Le forze dell’ordine hanno bloccato la strada all’altezza di largo Goldoni, via dei Pontefici e via del Parlamento per consentire un maggior distanziamento tra i cittadini. Chiusure e deviazioni del traffico veicolare anche in via Ferdinando di Savoia e piazza Augusto Imperatore. Pattuglie della polizia locale hanno presidiato i ponti del Lungotevere per agevolare il più possibile la circolazione. Nel pomeriggio sono stati bloccati i nuovi accessi pure nella parte centrale di piazza Navona.

Torino – A Torino le code fuori dai negozi si sono formate anche prima dell’orario di apertura, a dimostrazione di come tanti cittadini abbiano pensato di evitare le ore centrali della giornata per fare acquisti. Il maggiore afflusso di gente è stato registrato in via Garibaldi e in via Roma, che per l’occasione è stata resa pedonale. La soluzione ha limitato le criticità: nelle strade adiacenti il traffico si è congestionato e nei paraggi nei parcheggi sotterranei si sono formate file di auto. Massicci i controlli delle forze dell’ordine e dei vigilantes che misurano la temperatura all’ingresso dei negozi. Pieni anche i dehors dei bar.

Firenze – Nel capoluogo toscano, nonostante l’elevato numero di persone presenti nel centro storico, non si sono registrati assembramenti e, si fa sapere da Palazzo Vecchio, le aree a senso unico pedonale hanno funzionato. L’ordinanza firmata dal sindaco Dario Nardella lo scorso giovedì, con i sensi unici pedonali in via dei Calzaiuoli, via Calamala, via Tornabuoni e via Pietrapiana, ha prodotto effetti positivi e il software in funzione per rilevare gli assembramenti non ha registrato alert. A indicare i ‘sensi di marcia’ delle strisce viola per terra. Anche transenne agli ingressi di alcune strade, presidiate da vigili urbani e volontari della Protezione civile. Domani i provvedimenti scatteranno dalle 10 alle 20, in una domenica da ‘bollino nero’ a causa delle tante persone che si potrebbero recare nei negozi per fare gli ultimi acquisti di Natale.

Napoli – A Napoli le principali difficoltà sono state segnalate nel quartiere collinare del Vomero, da sempre luogo preferito per lo shopping da migliaia di napoletani. I parcheggi si sono subito riempiti, così come l’isola pedonale Scarlatti-Giordano, ma anche il mercatino di Antignano e quello di via De Bustis dove a tratti non si è riusciti a mantenere il distanziamento fisico. File fuori dei negozi, ma anche all’esterno dei bar. Nel frattempo è andato in scena l’ennesimo scontro tra Luigi De Magistris e De Luca. Il sindaco aveva emanato in mattinata un’ordinanza per chiudere le strade a partire da domani in caso di eventuali assembramenti, ma poi l’ha revocata in polemica con il governatore, accusato di aver deciso in via unilaterale di mantenere la Regione in zona arancione senza avvisare sindaci e prefetti. Una linea che non è piaciuta a una cinquantina di ristoratori, scesi sul lungomare del capoluogo a protestare contro il presidente, e nemmeno al sindaco di Capri, deciso a emanare un’ordinanza da “zona gialla” per aggirare la stretta di De Luca.

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