A partire da domenica 6 dicembre l’unica Regione che resta rossa è l’Abruzzo, mentre Campania, provincia di Bolzano, Valle d’Aosta e Toscana passano in fascia arancione. Poi ci sono Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria che da arancioni diventano gialle. Lo prevedono le nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza sulla base del monitoraggio settimanale della cabina di regia, mentre per Lombardia, Piemonte e Basilicata c’è da aspettare almeno un’altra settimana. L’Istituto superiore di sanità, nel report relativo al periodo 11-24 novembre, certifica un “miglioramento” ma raccomanda la “massima attenzione” nell’adozione e nel rispetto delle misure anti-contagio, invitando ad “evitarne un rilassamento prematuro“.

“Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni e Province autonome. Di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità”, spiega il monitoraggio. In 5 Regioni invece l’indice di trasmissibilità Rt puntuale si colloca sopra il valore 1: si tratta di Calabria (1.06), Lazio (1.04), Molise (1.38), Veneto (1.13) e Toscana (1.01). In virtù dei 21 parametri, ad avviso dell’Istituto superiore di sanità, tre Regioni sono classificate a rischio alto da 3 o più settimane consecutive: Calabria (a titolo precauzionale poiché non valutabile), Puglia e Sardegna.

“Si osserva – scrive ancora l’Istituto – una riduzione generale del rischio complessivo, con la maggior parte delle Regioni e Province autonome a rischio moderato e, per la prima volta dopo sette settimane, due a rischio basso“. Questi dati “sono incoraggianti e confermano l’impatto delle misure che si accompagnano con una diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva”. Tuttavia, “la pressione sui servizi ospedalieri è ancora molto elevata”, rileva l’Iss e raccomanda comunque la “massima attenzione nell’adozione e nel rispetto delle misure, evitarne un rilassamento prematuro e mantenere elevata l’attenzione nei comportamenti”.

L’impatto della epidemia sui servizi sanitari assistenziali rimane “alto” in particolare in 18 aree del Paese che “il primo dicembre avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva”. Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva “supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale”, si legge nel report anche se “il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione”.

Ad avviso dell’Iss “si continua ad osservare una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (62.617 contro 77.541 della settimana precedente)”. Un dato che “insieme all’aumento nella percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (24,7% contro 17,1%)” suggerisce “un miglioramento dell’attività di tracciamento”. Resta ancora invece una “diffusa difficoltà” nel “mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi) sia per completezza”, osserva il report. Come conseguenza “questo può portare ad una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza”.

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