Dal giorno della sua apertura a marzo, l’hub di Linate per pazienti Covid asintomatici non ha mai chiuso. Per mesi, i suoi 52 posti letto gestiti dalla Croce Rossa Italiana sono stati gli unici disponibili in città. “Molto spesso ci siamo trovati a non poter accogliere tutti le persone che ci venivano segnalate – spiega la direttrice della Cri Milano, Monica Simeone – in alcuni momenti la richiesta del territorio era molto più alta”. Qui vengono ospitate le persone che non possono trascorrere la quarantena nel proprio domicilio. C’è chi come la signora Tapia si è trasferita qui dalla Brianza dopo aver passato giorni in ospedale. “Sono venuta perché viviamo in sette in una casa con tre stanze, e non potevamo correre il rischio di contagiarci”. O chi come Daniel viveva con la sua famiglia in un centro di accoglienza. “Sono asintomatico, ma è importante isolarsi per non fare del male agli altri”. All’interno dell’hub, gli ospiti possono girare liberamente e camminare nell’area verde. Si vive come in un “limbo” per settimane in attesa del tampone negativo. “Molte volte le richieste di supporto non sono di tipo materiale, ma umano, una parola, una vicinanza, se non fisica, ma di sostegno morale”, racconta Alessandra, una volontaria della Cri, mentre prepara i kit di accoglienza. In un contesto metropolitano come quello di Milano questi luoghi sono “fondamentali perché garantiscono anche lo svuotamento delle corsie degli ospedali laddove il paziente ha bisogno di isolarsi dopo la dimissione”.

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