Il suo caso è arrivato davanti alla Corte Suprema dove, per la prima volta da quando si è insediata, Amy Coney Barrett si è pronunciata. La giudice nominata da Trump si è espressa in linea con la maggioranza conservatrice che ha respinto l’ultimo appello e stabilito la condanna a morte di Orlando Hall. Afroamericano, 49 anni, è stato ucciso la scorsa notte nel carcere di Terre Haute, in Indiana. Dopo 17 anni di sospensione, le condanne a morte federali sono riprese quest’anno su indicazione del presidente uscente. Con il caso Hall si viola anche la consuetudine di sospendere le esecuzioni durante la transizione fra un presidente e l’altro, per permettere al nuovo capo della Casa Bianca di decidere in merito.

Hall era stato condannato a morte nel 1994 per avere rapito, stuprato e ucciso una sedicenne, Lisa Renee, che era stata sepolta viva. Secondo l’accusa, la ragazza, che non c’entrava nulla, era stata rapita dalla banda di cui faceva parte Hall per punire il fratello per uno sgarbo in un traffico di droga. Hall non ha mai negato la partecipazione al delitto ed ha espresso rimorso dopo la condanna, riferisce la Cnn. Secondo i suoi attuali difensori, all’epoca non ebbe un processo equo perché non ebbe adeguata assistenza dall’avvocato d’ufficio e il giudice impedì la nomina di giurati afroamericani.

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