In Francia il congedo di paternità è stato raddoppiato da 14 a 28 giorni, di cui sette obbligatori. Il via libera definitivo da parte del Senato francese è arrivato il 14 novembre scorso, al termine di un dibattito che ha spaccato la destra, maggioritaria fra i senatori.

Il provvedimento più simbolico del piano per la sicurezza sociale 2021 è stato votato da 341 senatori. Due i voti contrari, un astenuto. Durante la discussione, gli esponenti di centrodestra dei Républicains hanno presentato emendamenti proprio per chiedere che il tempo di congedo fosse ridotto, protestando sulle difficoltà e discriminazioni che l’estensione del periodo a casa avrebbe comportato sul posto di lavoro. Posizioni che però non hanno trovato sostegno e sono state respinte. Il sottosegretario Adrien Taquet si è detto “fiero e felice” di aver portato “fino in fondo” un “impegno forte” del presidente Emmanuel Macron e non ha esitato a definirla una “riforma storica”. Il raddoppio del congedo di paternità entrerà in vigore dal prossimo primo luglio. I tre giorni di permesso per la nascita di un figlio saranno sempre a carico del datore di lavoro, i 25 giorni rimanenti saranno risarciti dalla Securité Sociale.

In Italia sono tante le proposte (che arrivano anche dalla maggioranza), ma al momento i neopapà possono usufruire solo di un congedo di 7 giorni che è stato esteso dai cinque iniziali con la scorsa manovra e che dovrà essere rinnovato. Il disegno di legge delega Family act, promosso dalla ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti, si impegna, tra le altre cose, a intervenire entro due anni proprio sul congedo dei papà per estenderlo il più possibile. Al momento però l’Italia rimane uno dei Paesi con meno giorni di congedo previsti per i padri.

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