Vuoi mangiarti il tuo burger di seitan, ti prego fallo ma da un’altra parte. Vuoi andare a mangiare nei ristoranti Welldone, bene ci vai da solo. Organizzi un bel buffet con tanti spiedini stampati in 3D della Novameat, la nostra amicizia finisce qui. Perché tutta questa mia intolleranza? Ve lo spiego qui.

Ci ha visto lungo Bill Gates, che con la sua società Beyond Meat si appresta a diventare uno dei primi produttori al mondo di carne senza carne, che è diversa dalle solite polpette fatte con accozzaglie di legumi (piselli, soia, ceci, etc..), è diversa anche dalle bistecche di seitan, prodotti questi già disponibili nei supermercati. Questa roba di Bill Gates e DiCaprio ha il gusto della carne, profuma come la carne, la grigli come la carne ma nessun animale è stato ucciso per produrre il tuo pranzo. Tutto giusto, tutto bello, abbiamo salvato la vita a qualche mucca, ma non stiamo salvando la nostra salute.

Chi non è stato lungimirante è invece il legislatore europeo, che dopo aver giustamente vietato l’utilizzo della parola latte per i derivati di soya, avena etc.. non ha fatto lo stesso con le bistecche, hamburger e salsicce veggie con il rischio di indurre il consumatore all’errata percezione di un prodotto equivalente ma coltivato, vegetariano e vegano.

Ci troviamo in mezzo a una roba che Umberto Eco chiamerebbe “decodifica aberrante”.

Ora non voglio fare il professore, ma provate a seguire il mio ragionamento. Guardate questa pubblicità apparsa sui quotidiani in vista del voto. L’hanno commissionata le associazioni di produttori di carne vera che si battevano contro questa decisione. Dice: “Un hamburger vegano non è un hamburger”.

Ma l’aberrazione è oltre che nella parola “hamburger” (che è da sempre una polpetta di carne macinata) anche nella parola “vegano” e nella sua finta pretesa salutistica. Vegano uguale sano, vegetariano uguale in salute? Non sempre. Infatti, posso ingurgitare whisky, coca cola, patatine, crackers, merendine e una miriade di sostanze chimiche di ogni genere (purché non estratte da animali) e professarmi vegano, giustificando la mia scelta – oltre che con la scelta etica, con la motivazione della salute mia e quella del Pianeta. Fermate questo scempio!

Il Parlamento Europeo farebbe meglio a promuovere comportamenti virtuosi, come incentivare il consumo di prodotti agricoli davvero naturali: cereali integrali, frutta e verdura bio, legumi, prodotti da colture non intensive. Farebbe meglio a sostenere i piccoli produttori e limitare lo strapotere delle multinazionali dell’agricoltura e degli agrofarmaci (termine edulcorato per pesticidi), le quali sostengono che un’agricoltura biologica non basterebbe a sfamare una popolazione in continua crescita, mentre da dati Fao sappiamo che ben 1/3 della produzione alimentare globale va sprecata. Ecco, grazie a questo comportamento miope e che non guarda veramente al futuro, finiranno nel piatto degli europei, prodotti che salvano qualche mucca ma continuano a rovinare la salute dei cittadini.

Un vero vegano, un vero vegetariano o chiunque voglia promuovere comportamenti sani per la propria salute e per salvaguardare il pianeta promuove tutt’altro tipo di alimentazione. Non mangia questi “pasticci industriali” per gente pigra.

L’ideale per chi vuole dimagrire, restare sano (e aggiungo salvare anche il pianeta) è la pasta e fagioli, come sostiene l’immenso Franco Berrino, tra i fondatori della rivista Vita&Salute che vi invito a seguire anche su ilfattoquotidiano.it.

Fatto for future - Ricevi tutti i giovedì la rubrica di Mercalli e le iniziative più importanti per il futuro del pianeta.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Trentino, alla manifestazione per liberare gli orsi del Casteller io c’ero e non mi è piaciuta

next
Articolo Successivo

Orsi in Trentino ancora in gabbia e maltrattati. C’è un’altra denuncia, ora scriviamo al ministro

next