A pochi giorni dalla discussione e dalla votazione all’Assemblea capitolina di una delibera di iniziativa popolare sul superamento e la chiusura dei campi rom, promossa nel 2017 e presentata dal Comitato “Accogliamoci” – di cui è parte Associazione 21 luglio, insieme ai Radicali italiani – in piazza del Campidoglio sono state le stesse realtà promotrici, a rivendicare un dibattito vero sulla delibera, firmata da oltre 6mila cittadini ma ferma da anni, al di là dei numeri in Aula, della contrarietà della giunta e della consiliatura a Roma arrivata ormai quasi al termine.

“La nostra delibera, seppur presentata alcuni anni fa, contiene un vero e proprio piano, ancora attuale, per la chiusura dei campi Rom con progetti diversificati di integrazione. Il piano Raggi, seppur con la buona volontà che possiamo riconoscere, ha fallito, di fatto impraticabile”, ha rivendicato Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio. “La situazione nei campi è peggiorata, bisogna cambiare approccio. Questo aveva l’errore di fondo di non conoscere le diverse realtà dei campi rom”. “Questa delibera può essere una buona base di partenza anche per la prossima consiliatura”, ha aggiunto Riccardo Magi, parlamentare di +Europa/Radicali, contestando la politica dell’amministrazione capitolina. Il motivo? “Si è andati avanti con gli sgomberi, aumentando le distanze con le comunità, ma il problema non è stato risolto”.

Ora, al di là della possibile bocciatura della delibera in Campidoglio, l’Associazione 21 luglio chiede chiarezza: “Si faccia luce sui costi, sull’impatto e sui risultati del piano Raggi. Almeno i capigruppo presentino una mozione per chiedere trasparenza su quanto è stato fatto in questi anni”

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