In Campania l’emergenza tamponi e l’emergenza contagiati camminano a braccetto. Ci sono troppi infetti, si fanno troppi pochi test, con una media di circa 7000 al giorno (circa la metà del Lazio), che oggi arrivano a 9925 ma fanno registrare il record di nuovi casi in Italia: sono 757 in 24 ore. Ieri, invece, erano 544 i nuovi contagi. Le due cose – cioè la carenza di tamponi e il boom di contagi – sono quasi certamente collegate visto che con l’aumento di test aumenta anche il rapporto tra testati e positivi. Lo ha spiegato il dottor Paolo Spada, chief editor della pagina facebook ‘Pillole di Ottimismo’: se il rapporto tra persone testate e positivi è così alto come in Campania, qualcosa sta sfuggendo nel controllo dei contatti dei positivi, il virus circola senza essere intercettato dai servizi territoriali sanitari, e bisognerebbe reagire aumentando il numero di test e le attività di prevenzione. Cosa che al momento non sta accadendo.

Anche per questo motivo il governatore Vincenzo De Luca ha chiesto alla Protezione civile “la messa a disposizione nei tempi più rapidi possibili di personale medico e infermieristico volontario, già utilizzato da Governo e Commissario nell’emergenza dei mesi scorsi, per porre in essere il controllo sui territori”. In Campania, insomma, la preoccupazione cresce. E di conseguenza si allungano a dismisura le file dei comuni cittadini per ottenere un tampone. C’è chi aspetta fino a otto ore, in fila, sotto la pioggia, davanti ai laboratori pubblici del Frullone di Napoli, struttura dell’Asl Napoli 1 in prima linea nella lotta al coronavirus. C’è chi viene all’alba per ottenere il numeretto migliore. C’è chi non ce la fa a reggere, e torna indietro.

La corsa a fare il test in una Napoli impaurita dall’impennata dei casi di Covid-19 ha i suoi vincitori e i suoi vinti. Perdono quelli che rinunciano ad incamminarsi, o che sono costretti ad aspettare a casa anche più di una settimana. Vincono, per modo di dire, i laboratori privati. Per i quali ieri, dopo mesi di sollecitazioni e pressioni, è arrivato finalmente il via libera del governatore De Luca: potranno eseguire i tamponi ai cittadini che ne faranno richiesta, con un costo ‘suggerito’ di 62 euro a test. Fino ad ora era consentito solo nell’ambito della medicina sportiva o del lavoro. In pratica, potevano rivolgersi ai laboratori privati solo le aziende che volevano fare uno screening dei dipendenti, o le squadre di calcio dal portafoglio ampio. Inoltre, i privati affiancheranno i laboratori pubblici delle Asl per processare un numero maggiore complessivo di tamponi di diagnosi e di contact tracing.

Ma quella dei laboratori privati è una vittoria a metà perché l’apertura della Regione Campania è stata accompagnata dal solito ‘bando lampo’ della Soresa (la società che centralizza gli acquisti pubblici), aperto e chiuso in 24 ore tra martedì e mercoledì. “Basta con questi metodi carbonari. La gente ha bisogno di capire. Non accettiamo di essere presi in giro”, dichiarano con una nota congiunta Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia (tra le principali associazioni di categoria dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il Ssn) e Pier Paolo Polizzi, presidente dell’Aspat, l’Associazione della sanità privata accreditata territoriale. “Non è possibile che dopo l’avviso ‘flash’ di aprile scorso, finito sotto la lente della magistratura, si reiteri nuovamente quel tipo di giochetto indicendo un nuovo bando della durata di appena 24 ore”. “Questa cosa – aggiungono ancora i presidenti di Federlab e Aspat – non può passare sotto silenzio. Una gara indetta così, dalla sera alla mattina, rappresenta un insulto all’intelligenza. Non esistono bandi che si aprono e si chiudono dal pomeriggio alla notte”. “A Palazzo Santa Lucia – insistono – devono smetterla di scherzare col fuoco. L’urgenza, che non è di oggi, non può ammantare di legalità blitz notturni. Tre o quattro giorni sarebbero stati più che sufficienti per la pubblicizzazione di questa necessità, di sicuro una durata più funzionale rispetto al raggiungimento dell’obiettivo. Ma così non è stato e qualcuno, ora, dovrà rendere conto, se non a noi, alla magistratura”.

Si tratta di un appalto da circa 3 milioni e mezzo di euro con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso. Si va verso un costo di circa 30 euro a tampone. “Lo stesso importo dei test forniti da un privato per l’Istituto Zooprofilattico di Portici dopo il bando finito sotto inchiesta ad aprile” ricorda Lamberti a ilfattoquotidiano.it. “Ed è sempre lo stesso laboratorio che affianca l’Asl Napoli 1 da settembre con un migliaio di tamponi al giorno attraverso una delibera firmata direttamente dai manager dell’azienda sanitaria senza passare per la Soresa”. Secondo Lamberti “i laboratori privati sono in grado di incrementare il numero di test di circa 10mila campioni al giorno, ma questo deve essere accompagnato da procedure chiare e trasparenti che superino le scelte settarie in favore dei potentati locali”.

Siamo quindi ancora lontani dal superamento del caos che si fotografa davanti al Frullone di Napoli. Qui il laboratorio apre alle 9 e si crea una coda di auto che spesso intralcia anche l’ingresso dei dipendenti nella struttura della Asl. In molti casi si tratta di persone che, non avendo avvertito come dovuto il medico di base, non sono inserite nella piattaforma informatica regionale e si presentano direttamente al distretto per sottoporsi al test. L’organizzazione dell’Asl, per maggiore cautela anche se ciò accentua il disagio, prevede che venga fatto il tampone a chiunque, anche a chi non è nella piattaforma. Purché dichiari di avere sintomi o di essere venuto in contatto con persone colpite dal virus. La fila, registrata in questi ultimi giorni di impennata di contagi, viene smaltita a stento nell’arco della giornata. E’ una soluzione adottata dalla Regione Campania già dai primi giorni di agosto per chi rientrava da località a rischio. Ma non c’era la paura di questi giorni dovuta al picco dei contagi.

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