Crescono i contagi di coronavirus in Italia –oggi sono 1912, la cifra più alta dalla fine del lockdown – e sindaci e governatori corrono ai ripari con ordinanze e sanzioni. De Luca, in Campania, evoca lo spettro di un nuovo lockdown mostrando la crescita della curva: da giorni i contagi superano i 200. Dà tempo ancora qualche giorno, poi se i casi non diminuiscono “chiuderemo tutto“. La Calabria reintroduce l’obbligo di mascherina all’aperto, per tutto il giorno, a prescindere dalle distanze: misura già introdotta in Campania e nel centro storico di diverse città. E la Liguria apre un braccio di ferro con la Svizzera, che l’ha inserita nelle zone ad “alto rischio contagio” per cui prevede la quarantena: “Dati falsati”, scrivono in una lettera all’ambasciatore.

Calabria, mascherine per tutto il giorno – Scatta l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, per tutto il giorno, “a prescindere dalle distanze interpersonali“. Lo stabilisce la nuova ordinanza firmata dalla presidente della Regione Jole Santelli, in vigore fino al prossimo 7 ottobre. L’obbligo riguarda tutti i cittadini, esclusi i bambini al di sotto dei 6 anni e le persone con disabilità non compatibile con l’uso del dispositivo di protezione. Sono autorizzate anche le mascherine di comunità, cioé di stoffa, lavabile o prodotte in casa.

Liguria diventa ‘zona rossa’ per la Svizzera – La Svizzera ha incluso la Regione – insieme a Gran Bretagna, Portogallo, Belgio – nell’elenco delle zone a rischio elevato di contagio da coronavirus. La nuova lista entrerà in vigore lunedì 28 settembre. Chi entra in Svizzera da uno dei Paesi e regioni nell’elenco dovrà passare dieci giorni in quarantena. la Regione ha scritto una risposta al console generale della Svizzera in Italia, allegando documentazione dell’azienda sanitaria Alisa: La lettera chiede che le autorità svizzere tornino su una decisione che risulta falsata da dati disomogenei sul territorio regionale oppure, in subordine, che si limitino le restrizioni alle sole aree regionali maggiormente colpite dal contagio.

Campania: “Se la curva sale si richiude tutto” Uno o due giorni di tolleranza, ma poi si partirà con le multe da 1000 euro a chi non rispetta l’obbligo, reintrodotto in Campania, di indossare la mascherina anche all’aperto e per tutto il tempo, a prescindere dalla distanza tra le persone. “Se vogliamo convivere con il Covid tenendo aperte le attività economiche, dobbiamo rispettare rigorosamente le regole e sottoporci a qualche piccolo sacrificio”, dice il presidente della Regione Vincenzo De Luca in una diretta Facebook, la prima dopo le elezioni che lo hanno riconfermato al comando della Campania con quasi il 70% e dopo l’ordinanza, firmata giovedì 24 settembre, che introduce norme più severe per prevenire la diffusione del coronavirus. “Altrimenti – avverte – se tra 3 o 4 giorni verificheremo con i nostri epidemiologi che la curva del contagio si aggrava, noi chiuderemo tutto“.

De Luca ha confrontato i numeri dei contagi attuali a quelli di marzo e aprile, avvertendo i cittadini che la seconda ondata è già in atto. “Il raffronto – ha spiegato De Luca – fa capire che la situazione è delicata, grave e seria“. Nell’ultima settimana il numero di positivi quotidiani in Campania ha avuto un’oscillazione tra i 180 e i 200, mentre a fine marzo c’erano 100 contagi giornalieri e a fine aprile oscillavano sui 30-40. “Se abbiamo deciso di rendere obbligatorio l’uso della mascherina è perché siamo in una situazione che, dal punto di vista dei contagiati, è più pesante rispetto a marzo, aprile e maggio, con l’aggravante che ora abbiamo l’apertura dell’anno scolastico”, mette in guardia il governatore. L’obiettivo della Regione, spiega De Luca, è di avere in tempi brevi a disposizione 940 posti letto per ricoveri Covid in degenza ordinaria e 500 posti di terapia intensiva, che potranno diventare 900 entro fine anno. “La previsione degli epidemiologi da qui al 21 ottobre è di un incremento di 5000 contagi – spiega il presidente – Dobbiamo calcolare il 10% di ricoveri. La situazione di ottobre sarà delicata e sarà importante garantire un posto letto per un paziente Covid non grave”.

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