La Gran Bretagna corre ai ripari per cercare di limitare le conseguenze della seconda ondata di coronavirus in Europa. E il primo passo è quello di tornare a scongiurare il più possibile il pericolo degli assembramenti. Il ministro della Sanità, Matt Hancock, presentando le nuove misure pensate dal governo di Boris Johnson ha annunciato che da lunedì sarà di nuovo vietato riunirsi in gruppi con oltre sei persone: “Non sarà più possibile riunirsi in gruppi superiori alle sei persone”, ha dichiarato, sottolineando che per una “famiglia di cinque o sei persone questo porterà alcune restrizioni significative”. Se una stessa famiglia è composta da più di sei persone “ovviamente quel gruppo potrà stare insieme”, ha aggiunto. Eccezioni saranno previste solo “per la scuola, il lavoro e per alcuni eventi molto speciali come matrimoni, funerali e battesimi”. Ogni episodio che non rispetti la direttiva, ha dichiarato Johnson, sarà considerato “una violazione della legge”, con la polizia che avrà il potere di imporre multe da 100 a 3.200 sterline e persino di procedere “all’arresto”.

A Downing Street la preoccupazione per le conseguenze di una nuova massiccia diffusione del virus è già alta, tanto che il ministro ha detto di non poter escludere la possibilità di un secondo lockdown: “Non posso escluderlo. Sono un ministro della Salute nel mezzo di una pandemia mondiale e stiamo cercando di mantenere il Paese al sicuro”, ha dichiarato all’emittente radiofonica Lbc. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di evitare di dover fare qualcosa di più drastico”, chiedendo alle “persone di seguire le regole”.

Numeri sempre alle stelle in Francia, dove anche oggi il numero dei casi registrati supera gli 8.500. Si sono registrati altri 386 ricoveri in ospedale, meno dei 490 di ieri, per un totale di pazienti ricoverati per Covid-19 di 5.003 persone. Sono stati 71 i pazienti entrati in rianimazione, contro gli 86 di ieri, per un totale di 599 persone. I decessi sono aumentati di 20 unità contro i 39 di ieri.

La Germania ha deciso di prorogare fino al 30 settembre l’avviso di evitare viaggi non necessari in circa 160 Paesi al di fuori dell’Unione europea. Il processo di infezione globale lo rende necessario, ha affermato in conferenza stampa una portavoce del ministero degli Esteri di Berlino citata da Der Spiegel. Dal 1 ottobre, secondo una decisione del gabinetto federale, ci saranno valutazioni su misura per la situazione nei singoli stati.

Peggiora anche la situazione in Repubblica Ceca, dove nelle ultime 24 ore il numero dei contagi ha sfondato per la prima volta dall’inizio della pandemia il tetto dei mille, attestandosi a 1.164. Da settembre, ogni giorno sono stati registrati più di 500 casi quotidiani, ben al di sopra del precedente picco giornaliero di 377 a marzo.

Record di casi giornalieri da aprile nei Paesi Bassi, dove nelle ultime 24 ore si sono contati 1.140 contagi. Lo ha annunciato il ministro della Sanità, Hugo de Jonge, secondo quanto riportato dal Guardian. “Non sta andando nel verso giusto”, ha commentato il ministro. Record anche in Portogallo, dove sono stati registrati 646 nuovi casi di coronavirus, il numero più alto dal 20 aprile.

Continua la crisi anche in Sud America e Caraibi, dove il numero delle vittime totali ha superato le 300mila. Critica la situazione in Perù, dove ormai si sfiorano i 700mila casi con oltre 30mila vittime. Giorni fa il governo di Lima ha esteso lo stato di emergenza in vigore in tutto il Paese fino al 30 settembre, prorogando anche le misure di quarantena ‘ad hoc’, modificandole però rispetto a quelle introdotte nel luglio scorso. In pratica, un lockdown rigoroso si mantiene nelle regioni di Cusco, Puno, Tacna e in 46 province di altri 14 dipartimenti.

Numeri alti anche in Argentina, dove è stata superata la soglia dei 500mila casi, secondo i dati della Johns Hopkins University, con oltre 10mila decessi.

Non accenna a diminuire la diffusione anche in India, dove ormai si viaggia sui 90mila casi al giorno. Nelle ultime 24 ore ne sono stati accertati 89.706, secondo giorno di contagi record registrato da inizio pandemia a livello mondiale. Secondo il ministero della Salute, sono 4,37 milioni i casi nel Paese, 1.115 i morti nelle ultime 24 ore, con un bilancio totale di 73.890.

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