Il mondo si avvicina ai 27 milioni di positivi dal coronavirus. Da dicembre ad oggi, è questo il numero delle persone contagiate. E sul fronte europeo le principali preoccupazioni sono rivolte ancora verso Francia e Spagna. Il paese transalpino ha fatto registrare 8.550 nuovi casi nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Direzione generale della Sanità resi noti da media francesi. Un dato solo di poco inferiore a quello del giorno prima, quando i nuovi casi avevano toccato il record di 8.975. Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 12, con il totale che sale a 30.698.

La Spagna invece ha superato il mezzo milione di contagi, con almeno 6.452 nuovi casi nelle ultime 24 ore stando ai conteggi di El Pais sulla base dei dati resi noti oggi dalle varie province, in assenza di quelli delle autorità nazionali e di quelle della provincia di Madrid, che non li comunicano nel fine settimana. I contagi complessivi diventano così 505.441. Aggiornamenti che arrivano nel giorno in cui la conta dei morti per il Covid-19 segna un altro record negativo: sono quasi 876mila le vittime registrate in tutto il mondo dalla fine di dicembre, mentre il numero delle persone che hanno contratto il virus si avvicina ormai a quota 27 milioni.

In questo momento il Paese con il più alto tasso di diffusione della malattia è l’India: sono stati oltre 86mila i contagi nelle ultime 24 ore, dato che porta il gigante asiatico a superare la soglia dei quattro milioni di casi. L’India è il terzo Paese al mondo in cui l’epidemia ha raggiunto queste dimensioni, dopo Stati Uniti (6,3 milioni) e Brasile (4,1 milioni). Gli Usa restano il primo Paese al mondo anche per il numero di morti, quasi 188mila. Un dato che potrebbe addirittura raddoppiare entro gennaio secondo un nuovo modello dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington. Il dato è ritenuto credibile dal virologo statunitense Anthony Fauci: un “buon avvertimento” su ciò che potrebbe accadere in caso gli americani non prendano precauzioni. “Se si svolgono molte attività al chiuso e non si utilizzano le mascherine, molto probabilmente si arriverà a questo numero”, ha ammonito.

In Europa, oltre a Francia e Spagna, anche la Russia viaggia nell’ordine dei 5.000 casi al giorno, mentre rimane stabile il numero di nuove infezioni in Germania, intorno alle 1.400 quotidiane. Intanto, per la prima volta da marzo la Svezia ha segnato un tasso inferiore a quelli dei suoi vicini, una media di 12 nuovi casi per milione di persone nell’ultima settimana, rispetto ai 18 della Danimarca e ai 14 della Norvegia.

Nel resto del mondo, anche l’Iran è andato avanti con la riapertura delle scuole nonostante il numero di casi in aumento, quasi 1.900 nuove infezioni nelle ultime 24 ore. Solo gli studenti nelle aree più ad alto rischio proseguiranno con la didattica a distanza. E l’allarme non sembra essere ancora superato nemmeno in Corea del Sud, che continua a registrare nuovi casi nonostante un sistema di tracciamento e contenimento che aveva fatto uscire rapidamente dalla prima ondata il Paese, tra i primi a essere colpiti. Tra i casi attivi al momento, secondo le autorità sanitarie, 1.156 sono legati alla chiesa Sarang-jeil di Seul e 510 alle manifestazioni antigovernative del 15 agosto.

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