Un’impennata di contagi nelle 24 ore come non si vedeva da metà maggio, quando l’Italia non era ancora uscita del tutto dal lockdown. Nella giornata in cui crescono le preoccupazioni e polemiche in vista di settembre, tra rientro a scuola ed elezioni, mentre i Paesi vicini fanno registrare numeri da record e in Europa si registrano oltre 26mila casi, i nuovi positivi al coronavirus sono 845, oltre la metà dei quali concentrati in quattro regioni. Ma per il secondo giorno consecutivo si conferma una trasmissione del contagio dalla quale non è immune alcun territorio. Anche oggi, giovedì 20, nessuna regione registra zero test positivi tra i 77.442 tamponi effettuati, circa 6mila in più di mercoledì (quando i casi erano stati 642) e uno dei dati più alti di sempre. Mentre altre 6 persone malate di Covid-19 sono decedute, portando a 35.418 i morti dall’inizio della pandemia su 256.118 persone che hanno contratto il virus.

Sono quattro le regioni che ‘trascinano’ verso l’alto i numeri: oltre 400 dei nuovi positivi si sono registrati tra Veneto (159), Lombardia (154) e Lazio (115). Altre tre – Emilia-Romagna, Toscana e Campania – superano i 50 infetti rintracciati. L’incremento dei positivi è il più alto dal 16 maggio, quando i positivi tracciati furono 875, e l’Italia si trovava ancora nell’ultima fase del lockdown, terminato con l’inizio della cosiddetta ‘fase 2’ dal 18 maggio. Da lunedì a oggi sono 2.203 i nuovi casi rintracciati, negli stessi quattro giorni della scorsa settimana erano stati 1.669, mentre quattro settimane addietro erano 904. Si conferma quindi un andamento di crescita, certificato dal report settimanale dell’Istituto superiore di Sanità nel quale si parla di una “presenza di importanti segnali di allerta” legati “ad un aumento della trasmissione locale” per la terza settimana consecutiva con un’incidenza cumulativa “simile ai livelli osservati all’inizio di giugno”.

I casi di infezione diagnosticati “recentemente” sono legati “soprattutto ad attività ricreative, risultano essere meno gravi e in maggioranza asintomatici”, si specifica nel monitoraggio. “Si riscontra – si legge nel documento – un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione (con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero) ed una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”. Il dossier conferma quindi quanto, di giorno in giorno, il tracciamento negli aeroporti sta portando alla luce: un numero crescente di casi di rientro – nel Lazio sono il 73% dei 115 casi odierni – e la necessità di interrompere la catena del contagio per evitare di rintracciare le positività in una fase avanzata.

Sebbene gli attualmente positivi siano notevolmente cresciuti diventando 16.014, ovvero 645 in più di mercoledì, si conferma, ad oggi, un’oscillazione più contenuta dei casi clinicamente gravi. I ricoverati sono 883 (+17) e 68 malati sono in terapia intensiva (+2). In isolamento domiciliare si trovano 15.063 persone. Sono stati 180 i dimessi-guariti nell’ultimo giorno, portando il numero complessivo di persone che hanno superato la malattia a 204.686. Numeri di fronte ai quali, sottolineano gli esperti, è “necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza della popolazione, realizzare la ricerca attiva e l’accertamento diagnostico di potenziali casi” e il loro isolamento, seguendo la quarantena dei loro contatti stretti.

Ecco i dati regione per regione

Lombardia 97.718 (+154)
Emilia-Romagna 30.626 (+52)
Veneto 21.534 (+159)
Piemonte 32.221 (+52)
Marche 7.078 (+13)
Liguria 10.562(+31)
Campania 5.456 (+53)
Toscana 10.984(+5)
Sicilia 3.875 (+37)
Lazio 9.411(+115)
Friuli-Venezia Giulia 3.547 (+14)
Abruzzo 3.581 (+4)
Puglia 4.935 (+20)
Umbria 1.580 (+17)
Bolzano 2.832 (+21)
Calabria 1.377 (+10)
Sardegna 1.567 (+18)
Valle d’Aosta 1.221 (+1)
Trento 5.012 (+4)
Molise 507 (+4)
Basilicata 494 (+2)

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