Chi arriva in Italia non deve più essere sottoposto a quarantena, ma la situazione dei contagi in Romania è tutt’altro che rassicurante. Nel Paese dei Balcani più colpito dalla pandemia con duemila morti e 39mila contagi, i casi sono ripresi a salire, registrando nelle ultime 24 ore 944 infezioni: il record assoluto dall’inizio della crisi sanitaria.

Nella settimana dal 13 al 20 luglio si sono registrati 5.191 nuovi casi, in un Paese che vuole resistere a un nuovo lockdown per evitare un ulteriore tracollo economico. L’incremento arriva a pochi giorni dalla decisione della Corte Costituzionale, che il 2 luglio ha dichiarato incostituzionali l’imposizione da parte delle autorità di quarantena e ricovero obbligatorio per chi è infetto. La sentenza ha avuto conseguenze immediate: dal 2 al 20 luglio 972 positivi hanno lasciato volontariamente l’ospedale senza che ne venisse certificata la negatività, e 3680 persone risultate infette non sono state ricoverate. Allo stesso tempo, nessuna legge le obbligava all’isolamento. Il governo ha quindi lavorato per colmare il vuoto legislativo e il primo ministro Ludovic Orban ha annunciato oggi l’entrata in vigore dell’isolamento per i positivi sintomatici, asintomatici e i sospetti, incluso persone che arrivano da zone a rischio o che hanno la certezza di essere stati a contatto con un contagiato. Dovranno essere seguiti dal medico, incaricato di imporre le misure più adeguate – a casa o in ospedale – che potranno essere anche impugnate dal malato.

L’Italia intanto teme il rientro di colf, badanti e lavoratori stagionali provenienti dalla Romania e dall’Est Europa. Centrale la preoccupazione per i contagi di ritorno. Nelle ultime ore c’è stato un caso a Lucca, dove è stato individuato un cluster familiare: si tratta, spiega la Asl, di una coppia romena – uomo di 47 anni e una donna di 44 – e di due minori, tutti risultati positivi. “La famiglia – spiega ancora la Asl – è tornata nei giorni scorsi in auto dalla Romania, passando anche dall’Ungheria, ed è adesso in isolamento domiciliare nella propria abitazione”. L’igiene e sanità pubblica della Asl Toscana nord ovest “sta completando l’indagine epidemiologica sui contatti stretti, che sono già in isolamento domiciliare, e sta mettendo in atto tutte le azioni necessarie per contrastare l’espandersi del contagio”.

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