È il quinto record giornaliero in una settimana per gli Stati Uniti: mercoledì 1 luglio sono stati registrati per la prima volta oltre 52mila nuovi casi in sole 24 ore. L’escalation di Covid-19 non si arresta nella parte occidentale e meridionale del Paese ma il presidente, come aveva detto all’inizio della pandemia, è convinto che “il virus, prima o poi sparirà”. O almeno, ha aggiunto, “lo spero”.

Intanto alcuni Stati, tra cui Florida, New York e Texas, hanno sospeso o rallentato l’allentamento delle restrizioni vista la crescita delle infezioni, strumentalizzata dai democratici per danneggiarlo: “Penso che vorrebbero vedere il Paese restare chiuso il maggior tempo possibile, perché pensano che sia un bene per loro alle elezioni, visto che sarebbe negativo per l’occupazione“, ha detto. La sorpresa è che a pochi giorni dal 4 luglio, giorno in cui gli Usa festeggeranno un blindatissimo Independence Day, The Donald cambia idea sulla mascherina, che si è sempre rifiutato di indossare in pubblico, e cede alle pressioni sempre più insistenti di chi nel suo partito vuole che il presidente la porti per dare il buon esempio.

“Ho messo la mascherina, in un certo modo credo mi stesse bene. Era una mascherina nera” e “sembravo il cavaliere solitario”, ha spiegato a Fox Business, facendo riferimento al personaggio di “Lone Ranger”. Un paragone curioso, dato che il personaggio in questione indossa una mascherina sugli occhi. Trump non si è spinto comunque a dire che dovrebbe essere obbligatoria, visto che in alcune parti degli Stati Uniti le persone vivono “a distanze enormi” gli uni dagli altri. Ha però assicurato che la indosserebbe in caso di assembramento, dopo essersi opposto per mesi a farsi fotografare in pubblico col dispositivo nonostante i ripetuti appelli della task force della Casa Bianca. Al contrario il suo rivale, Joe Biden, ha annunciato in caso di elezione di volerla rendere obbligatoria a livello federale. Al di là dell’esito delle elezioni del 3 novembre, l’amministrazione Usa travolta dalla crisi sanitaria ha già comprato l’intera produzione trimestrale di remdesivir, realizzato dalla società statunitense Gilead Sciences. 500mila dosi per curare chi si è ammalato di Covid-19.

Intanto un esponente di spicco del Grand Old Party, il ‘Re della pizza’ Herman Cain è risultato positivo al coronavirus. L’ex candidato repubblicano alla Casa Bianca potrebbe aver contratto il Covid-19 al controverso comizio di Donald Trump a Tulsa, alla quale ha partecipato. Le immagini lo mostrano tra i sostenitori del tycoon senza mascherina e senza il rispetto del distanziamento sociale. Cain, 74 anni, è stato ricoverato in un ospedale di Atlanta mercoledì, vista la serietà dei sintomi, come si legge in un comunicato postato sul suo account ufficiale di Twitter

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