Quando la realtà supera la fantasia. Nei mesi del dilagare della pandemia da coronavirus, a molti sono tornate in mente le scene di Contagion, il film del 2011 di Steven Soderbergh che immaginava l’escalation di una pandemia iniziata a Hong Kong. Per una maggiore verosimiglianza, lo sceneggiatore Scott Z. Burns fece di mesi di ricerche consultando medici, esperti e storici. “Gli scienziati ci dissero che sarebbe arrivata una pandemia – ricorda in un’intervista al sito Slate – Non era questione di ‘se’, ma solo di ‘quando’”.

“Sia sui social che nelle conversazioni con gli amici, le persone mi dicevano che era incredibile quanto fosse simile“, prosegue nell’intervista. Una malattia estremamente contagiosa, senza cura e senza vaccino. Il Covid-19 per fortuna è meno letale, ma la paura del contagio (da cui il titolo) in effetti è simile a quella sperimentata in ogni angolo del globo. Non a caso il film è stato uno dei più visti negli store digitali a marzo. “Non trovo sia così sorprendente perché gli scienziati con i quali avevo parlato, e ce n’erano molti, avevano detto che si trattava di capire “quando” ciò che accade nel film sarebbe accaduto nella realtà, non “se” sarebbe mai accaduto”. Non un film di fantascienza, quindi. “Quando gli scienziati ci parlano, faremmo bene ad ascoltare“.

All’inizio di maggio il film aveva scatenato una polemica in Italia, per la decisione di Canale5 di riproporlo in prima serata. Scelta che gli spettatori avevano considerato provocatoria, macabra e di pessimo gusto: “Ma chi ha deciso di mandare in onda in prima serata un film su una pandemia durante una pandemia? – scrivevano indignati su Twitter – Cioè è come vedere ‘The Flight’ in aereo”.

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