Sull’onda delle proteste per l’omicidio di George Floyd, la Francia è scesa nelle strade per l’omicidio di Adama Traoré, il giovane di banlieue morto nel 2016 mentre era in stato di fermo. E mentre Parigi si prepara a nuovi cortei, anche in Spagna emerge un “caso Floyd”. El Pais ha pubblicato il video integrale della morte del 18enne marocchino Iliass Tahiri – 1 metro e 78 per 90 chili di peso -, avvenuta nel centro per minori Tierras de Oria di Almería, in Andalusia. Morto il 1° luglio 2019, l’inchiesta che lo riguardava è stata archiviata a gennaio come “morte violenta accidentale”. Ma la famiglia ha impugnato l’archiviazione e parla di omicidio.

Nel fascicolo il giudice spiegava che il ragazzo, che era affetto da “disturbo grave della personalità“, aveva opposto resistenza ai sei operatori – un responsabile del centro insieme a cinque guardie – che lo avevano condotto in una stanza. Ma dai 13 minuti di filmato registrati dalle telecamere di sorveglianza e pubblicati dal quotidiano si vede chiaramente come il ragazzo, portato ammanettato in una stanza e messo su un letto pancia a terra, non abbia opposto nessuna resistenza. Nel video si vede uno di loro preme il ginocchio vicino alla testa del ragazzo, rimanendo in questa posizione per buona parte del tempo.

Al termine del filmato il responsabile del centro fa una telefonata: chiama il medico che, arrivato sul posto, fa slegare il 18enne e tenta invano di rianimarlo. Secondo quanto scritto nell’autopsia la morte non è avvenuta per soffocamento. Ma quello che emerge dal video è che quanto riportato dal responsabile del Centro non corrisponde ai fatti: ai magistrati spiega che la resistenza del ragazzo era tale da costringerli a metterlo a pancia in giù. E i cinque uomini della sicurezza sottolineano che da parte del giovane c’è stata “violenza estrema” nei loro confronti, con “calci” e “scarsa collaborazione”. Ma quello che si vede è un ragazzo immobilizzato che non oppone resistenza. E che dopo pochi minuti muore.

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