Gli studenti del collettivo universitario Li.S.C. hanno occupato il cortile dell’università Ca’ Foscari a Venezia, portando dei libri, poi sparsi sul pavimento, per simboleggiare le 400 persone che hanno firmato una lettera di rivendicazioni, rivolta al rettore Michele Bugliesi e a tutte le autorità accademiche, in cui chiedono la tutela del diritto allo studio minacciato dalla crisi da coronavirus.


In particolare, si chiede l’annullamento della terza rata della quota di iscrizione dell’anno accademico in corso e della prima rata prevista a settembre, nonché l’adozione di due appelli d’esame in più. Il rettore non ha però voluto riceverli.

“Prendendo tali provvedimenti – hanno dichiarato i manifestanti – l’ateneo avrebbe potuto, almeno in parte, rispondere alle esigenze di noi studenti. Decidendo di bocciare senza appello la proposta, ha scelto di rendersi corresponsabile di questa crisi, ha scelto deliberatamente di porsi contro i propri studenti e le loro difficoltà, in un momento in cui migliaia di famiglie rimangono senza reddito o senza lavoro e in cui migliaia di studenti non sanno più come pagare gli affitti”. I giovani hanno poi sottolineato come la Fondazione di Ca’ Foscari abbia aumentato il fatturato del 50% in tre anni e come a causa della pandemia gli universitari non abbiano usufruito di servizi come biblioteche e mense ed abbiano dovuto abbandonare le residenze studentesche.

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