Dal 18 maggio, come già previsto nel Dpcm, si potranno fare delle riaperture a effetto variabile, avendo chiara la situazione epidemiologica, e quindi permettere qualcosa in più a quelle regioni che hanno un livello di contagio minore“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “24 Mattino” (Radio24) dal viceministro dell’Interno, Matteo Mauri, che però puntualizza: “Bisogna stare attenti su questo, perché le regioni con livelli di contagio bassi hanno anche molti meno immunizzati dal coronavirus. Quindi, il livello di pericolo è comunque alto. La scelta della Regione Calabria, cioè quella di riaprire subito ristoranti e bar, in questo senso è sbagliata e lì si è intervenuto impugnando l’ordinanza proprio perché si ritiene pericolosa“.

Mauri spiega: “Il fatto che la scelta della Calabria sia pericolosa è dimostrata dal fatto che i Comuni della regione, sia di centro destra, sia di centro sinistra, hanno fatto delle contro-ordinanze all’opposto dell’ordinanza regionale, cioè tenendo chiusi ristoranti e bar, proprio perché ci vuole cautela. Non è che se aprono due settimane prima, allora cambia qualcosa. E soprattutto c’è questo tema dell’immunizzazione: le zone meno colpite dal virus sono quelle che hanno meno persone immunizzate – prosegue – e di conseguenza sono potenzialmente più a rischio rispetto alle regioni più colpite. Cioè, la Lombardia ha avuto tantissimi contagi e la Calabria pochissimi, ma in Lombardia ci sono anche tanti immuni, mentre in Calabria di immuni ce ne sono pochissimi. Di conseguenza, in Calabria sono più esposti al virus, oltre al fatto che bisogna essere certi che il sistema sanitario possa reggere“.

Il politico dem, poi, si sofferma sugli scenari adombrati oggi da molti opinionisti, circa una prossima caduta del governo e nuove elezioni politiche: “Questo dibattito c’è ed esiste sotto traccia, anche un po’ sui media. Dal punto di vista tecnico, è assolutamente possibile che ci siano elezioni anticipate. Dal punto di vista delle conseguenze, è più complicato, perché, se si realizzasse questo scenario, potremmo ritrovarci a fare delle elezioni politiche a ottobre-novembre. Cioè ci ritroveremmo lo scenario che abbiamo scongiurato l’anno scorso – continua – perché ci avrebbe costretto ad andare in una gestione economica provvisoria. E a maggior ragione, in una situazione di grave difficoltà economica, nuove elezioni sarebbero un triplo salto nel vuoto, un salto mortale. Io credo che in questo momento serva stabilità al Paese, non altro. Credo anche che il livello di speculazione su questo punto sia particolarmente alto“.

Mauri, infine, chiarisce alcuni aspetto sulla definizione di ‘congiunti’: “Gli amici non sono assolutamente compresi in questa categoria. Seguo anche tutte le ironie sul tema, credo che il senso dell’umorismo sia un patrimonio straordinario degli italiani, per cui bisogna sempre sorridere. Però alla fine si è chiarito cosa si intendesse per ‘congiunti’. Aggiungo, però, che, anche quando si va dai parenti o nonni, tanto più se sono anziani, ci vuole sempre grandissima cautela – chiosa – insomma, non dobbiamo saltargli al collo o sbaciucchiarli, anche se lo vorremmo. I fidanzati fuori regione? No, non si possono incontrare. Bisogna sempre stare all’interno della stessa regione. Dobbiamo essere rigorosi su questa cosa e stabilire poi delle eccezioni a questa regola diventa complicato. E’ necessario avere ancora un po’ di pazienza, che gli italiani stanno dimostrando di avere abbondantemente”.

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