Nel secondo episodio di ‘The world’s most dangerous borders’, un documentario coprodotto da Samarcanda film e Loft Produzioni e disponibile in esclusiva su sito e app di Loft, Reza Pakravan e la sua guida, l’attivista per i diritti civili Henry, erano arrivati in Niger. Giunti a Diffa, al confine tra Niger e Nigeria i segni delle devastazioni causate da Boko Haram sono ancora più evidenti. Reza intervista alcune vittime degli attacchi dell’estremismo islamico, persone sradicate dalle loro case, sequestrate per mesi, oggetto di abusi e sopraffazioni. Reza raggiunge quindi il Chad, il Paese più povero del pianeta, colpito duramente dalla siccità che ha ridotto drammaticamente il bacino del lago Chad generando fame e sfollamenti di massa. Reza incontra operatori che lavorano al progetto della “Grande muraglia verde” in Chad testimoniando i risultati positivi che l’iniziativa sta generando in questa regione. Giunto al confine con il Sudan per entrare in Darfour, proprio nei giorni in cui il Paese scivola in una sanguinosa guerra civile dopo la caduta del dittatore Al-Bashir, Reza viene affidato e scortato da militari che lo consegnano nelle mani della milizia locale. Il suo passaporto viene sequestrato e Reza viene arrestato.

‘The world’s most dangerous borders’ (4 episodi x 50 minuti) è disponibile in abbonamento su sito e app di Loft.

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