Il tempo dirà se sono stati apripista e se l’idea rimarrà si concretizzerà o meno. Dopo l’appello dei parlamentari M5s, arriva dalla Campania una proposta di legge regionale per tagliare gli stipendi della politica e trasferirne i risparmi in un fondo contro la povertà e il disagio sociale creati dall’emergenza coronavirus. Il testo è stato presentato dai sette consiglieri regionali del M5s, prima firmataria la capogruppo Valeria Ciarambino. Propone il taglio dell’indennità di carica del presidente della giunta campana, degli assessori e dei consiglieri regionali, 6600 euro lordi da ridurre a 5000 euro; la completa sospensione dell’indennità di funzione, che va dai 2700 euro di governatore e presidente dell’assemblea consiliare, per scendere a poco a poco a seconda dei vari incarichi fino ai 1215 euro del vice presidente di commissione; ed infine la decurtazione del 30% del rimborso forfettario dei 4400 euro spettanti a tutti, presidente, assessori, consiglieri.

Secondo i calcoli dei pentastellati “si risparmierebbero circa 250mila euro al mese, da destinare a un fondo che può essere alimentato anche da privati o altri enti pubblici, mediante apposite donazioni su un conto corrente dedicato, come prevede la nostra proposta di legge”, spiega Ciarambino.

“Noi siamo quelli a cui lo stipendio e le risorse non mancano e dunque, mai come in questa fase storica, è nostro dovere prioritario dare fondo a tutte le nostre indennità per dare una mano concreta a chi ne ha bisogno – dice la capogruppo M5s – per noi del Movimento 5 Stelle non cambierà nulla perché lo stipendio ce lo tagliamo già da cinque anni, alle indennità abbiamo sempre rinunciato e i rimborsi non rendicontati li restituiamo da sempre per donarli alla nostra gente. Ora dobbiamo farlo tutti e non consentire che questo male oscuro, dopo averci strappato agli affetti persone care, tolga anche dignità alla nostra gente”. Il gruppo dei pentastellati ha annunciato di voler chiedere l’immediata calendarizzazione del voto sulla legge.

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