Il taglio del cuneo fiscale è legge. In piena emergenza coronavirus la Camera ha approvato definitivamente il decreto con 254 voti a favore, nessun contrario e tutta l’opposizione (131 deputati) che si è astenuta. La votazione finale si è tenuta, per ridurre al massimo la contemporanea presenza dei deputati nell’emiciclo, non con il solito sistema elettronico, ma con appello nominale come avviene per la fiducia.

Soddisfatta la maggioranza che proprio intorno a questo testo aveva dato il via ai primi tentativi di dialogo tra Pd e M5s. Il taglio del cuneo fiscale è stata una delle prime proposte fatte dai democratici una volta che si sono seduti al tavolo con i 5 stelle nell’autunno scorso. “Il decreto”, ha dichiarato la dem Laura Boldrini, “riduce le tasse sugli stipendi di 16 milioni di lavoratori e lavoratrici. Dal mese di luglio riceveranno più soldi in busta paga. Un provvedimento, del quale beneficeranno pure tante persone che in queste settimane difficili continuano a lavorare. L’avevamo deciso nella legge di bilancio. Anche nei momenti di crisi le promesse vanno mantenute”.

Il provvedimento, ha scritto il capogruppo M5s alla Camera Davide Crippa in una nota pubblicata sul Blog delle Stelle, “riguarda, in misure diverse, tutti coloro che sono sotto la soglia dei 40.000 euro l’anno. Si tratta di una misura strutturale che era stata pensata e realizzata prima dello scoppio dell’epidemia”. Nel dettaglio, ha spiegato sempre il grillino, “la fascia fra 8.000 e 26.600 euro vedrà un aumento mensile in sostituzione del bonus precedente, per un totale di 100 euro ogni mese. Anche la fascia successiva, fino a 28.000 euro, avrà diritto a un bonus mensile di 100 euro, mentre prima era scoperta dal beneficio fiscale. Infine, per i lavoratori tra 28.000 e 40.000 euro è prevista una detrazione fiscale che decrescerà linearmente fino ad azzerarsi”.

Proprio in questi giorni, come ricordato da Crippa, il governo è intervenuto per fornire maggiori aiuti “per gestire le situazioni più gravi e dare almeno da mangiare ai cittadini che sono in gravissima difficoltà”. Il deputato ha anche ricordato che si sta studiando “una forma di sostegno di medio periodo, un reddito di emergenza, per chi ha visto crollare in queste settimane le proprie entrate e non è coperto né dal reddito di Cittadinanza né dalle misure del Cura Italia”. Però, “quando questa fase sarà finalmente alle nostre spalle, la misura che abbiamo votato oggi alla Camera resterà a regime”.

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