Nel primo episodio di ‘The world’s most dangerous borders’, un documentario coprodotto da Samarcanda film e Loft Produzioni e disponibile in esclusiva su sito e app di Loft, avevamo lasciato i due protagonisti, Reza Pakravan e la sua guida, l’attivista per i diritti civili Henry, in Mali dopo aver attraversato il Senegal. Obiettivo del viaggio attraversare il continente africano: 5mila miglia attraverso 8 paesi alla scoperta delle frontiere dimenticate, lungo i confini più pericolosi del mondo. Nel secondo episodio i due raggiungono il Burkina Faso. Dopo aver scalato la più alta vetta del Paese, Reza arriva nella Capitale, Ouagadougou, sconvolta da molteplici attacchi terroristici, e viene coinvolto in un rito voodoo che lo lascia sconvolto. Dopo un lunghissimo viaggio in un autobus di fortuna, Reza arriva in Niger. Qui incontra e intervista alcuni migranti, diretti in Libia da dove sperano di imbarcarsi per l’Europa. I loro racconti sono sconvolgenti, una testimonianza diretta del traffico di esseri umani che imperversa da anni nel cuore dell’Africa. Reza riesce a intervistare anche un ex contrabbandiere, che descrive in dettaglio il giro economico che sta dietro al traffico di migranti. Prima di lasciare il Paese, Reza ed Henry salgono su uno dei tanti pick-up che ogni notte attraversano il deserto per trasportare migliaia di migranti in Libia.

‘The world’s most dangerous borders’ (4 episodi x 50 minuti) è disponibile in abbonamento su sito e app di Loft.

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