Oltre 8mila morti e 80.539 contagiati dall’inizio dell’epidemia. La Protezione Civile, nel punto delle 18, ha diffuso l’aggiornamento dei dati dell’emergenza coronavirus. Rispetto a mercoledì, sono stati registrati 6.153 nuovi casi e altri 662 decessi, che portano il totale a 8.165 morti.

Più nuovi casi di mercoledì. “Forse accumulo tamponi”
Mercoledì l’incremento dei contagi era stato di 5.210. Il tasso di crescita su scala nazionale quindi torna a salire si assesta all’8,27%. L’inversione del trend, ad avviso del vice capo Agostino Miozzo, potrebbe essere dovuta a un “accumulo di tamponi” da testare che è stato smaltito in giornata. I casi attualmente positivi nel complesso sono 62.013: in isolamento domiciliare si trovano 33.648 contagiati, mentre 24.753 sono ricoverati con sintomi, di questi 3.612 si trovano in terapia intensiva. I guariti in totale sono 10.361, di cui 999 nelle ultime ventiquatt’ore.

In Lombardia oltre 2.500 positivi in 24 ore. Milano +848
Anche la Lombardia, come aveva annuncia il governatore Attilio Fontana, torna a crescere il trend. I nuovi casi sono 2.543 e portano il totale delle positività a 34.889. I decessi sono arrivati a 4.861, con un aumento di 387 vittime. Aumentano anche i ricoveri in terapia intensiva (+27) e gli ospedalizzati (+655). “Purtroppo sono dati che segnano una crescita, anche significativa”, ha detto l’assessore Giulio Gallera. La provincia che fa segnare il dato peggiore è quella di Milano con 848 positività in 24 ore e si registrano anche 10 nuovi casi a Codogno, che da due giorni non aveva nuovi infetti.

Le altre regioni
Tra le regioni in cui i contagi crescono di più in termini percentuali, oltre alla Basilicata (18% ma su appena 134 positivi) sono la Sicilia e la Abruzzo, rispettivamente di oltre il 17 e il 16 per cento con un totale di 1.164 e 946 casi. Rispetto a mercoledì si registrano incrementi maggiori anche nel Lazio (2.096 casi) e Liguria (2.567). Rallentano, invece, quattro regioni fino molto colpite: Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Marche.

Oms:”Non abbassare la guardia”
Alla conferenza stampa era ancora assente il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che mercoledì aveva avuto sintomi influenzali. Il suo tampone è risultato negativo, ma è ancora a casa. Presente, invece, Ranieri Guerra, vice direttore vicari dell’Oms. “Le misure sembrano avere effetto, misuriamo quanto avvenuto 15-20 giorni fa. Importante non abbassare la guardia, rallenta la curva, nei prossimi giorni speriamo in una diminuzione sostenuta della casistica”, ha spiegato nel corso del punto quotidiano nella sede della Protezione Civile.

Guerra: “Governo dia supporto, anche psicologico”
A suo avviso, il governo “deve rafforzare il messaggio alla popolazione provata dalle misure di contenimento” e “dare supporto in un momento di stanchezza”. I cittadini, ha aggiungo, necessitano “di qualcosa di più, servizi domiciliari che bisogna garantire, anche da parte degli psicologi”.

“Evitare diserzioni”
“In Cina la rapidità di decremento della curva è frutto dell’isolamento sociale. Lì c’è una capacità di coesione sociale di un certo tipo, da noi è diversa leggermente, ma rimango stupito dell’accettazione delle misure da parte della popolazione”, ha continuato Guerra. “Ma gli italiani – ha concluso – sono in sofferenza, serve una mitigazione (con servizi sul territorio, ndr) per evitare diserzioni nel lungo periodo”.
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