Un’altra giornata di grande volatilità per le Borse europee che però resistono in territorio positivo. I listini hanno tentato il rimbalzo, guidati dalla speranza di un intervento del G7 e delle banche centrali. Dopo la delusione per il nulla di fatto arrivato dalla riunione d’emergenza dei ministri finanziari, le piazze sono tornate a salire dopo l’annuncio della Fed che ha tagliato i tassi di interesse di mezzo punto e la conseguente apertura positiva di Wall Street. Le parole del presidente della Federal reserve, Jerome Powell, secondo cui il coronavirus ha “cambiato materialmente l’outlook dell’economia americana”, hanno di nuovo raffreddato i mercati: Wall Street ha girato in rosso, mentre le Borse del Vecchio Continente hanno fortemente ridotto i guadagni, con Piazza Affari che ha chiuso in positivo a +0,43%. Chiusura positiva anche per le principali Borse europee: a Francoforte l’indice Dax guadagna l’1,01%, mentre Parigi avanza dell’1,12%. A Londra il Ftse 100 cresce dello 0,98%. Buone notizie arrivano dallo spread tra Btp e Bund che è sceso fino a 162 punti base dai circa 174 di stamani, con il rendimento del decennale tornato sotto l’1% a 0,98%.

La Fed – Il taglio dei tassi deciso dalla Fed è il primo di ‘emergenza’ dalla crisi finanziaria del 2008. L’annuncio della banca centrale americana segue la riunione dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali del G7. “Il taglio è stato deciso per sostenere l’economia e assicurare che resti forte“, ha spiegato il presidente Powell, sottolineando che di fronte ai nuovi rischi posti dal coronavirus l’economia americana resta solida. “Siamo arrivati alla conclusione che era il momento di agire e lo abbiamo fatto“, ha aggiunto Powell, osservando che il virus nelle ultime settimane ha iniziato a diffondersi negli Stati Uniti e cambiato l’outlook per l’economia americana. Il coronavirus, ha proseguito, richiede una “risposta su più fronti: dalle autorità sanitarie, dalle autorità di bilancio e dalla politica monetaria che può sostenere l’attività economica, rafforzare la fiducia ed evitare una stretta delle condizioni finanziarie”. Molti analisti sono convinti infatti che la politica monetaria non sia in grado di fare la differenza di fronte al coronavirus. “E’ importante che si sappia che le nostre decisioni sono prese nell’interesse degli americani. Non teniamo conto di considerazioni politiche“, ha tenuto infine a sottolineare Powell, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sui recenti tweet di Donald Trump.

La Bce e il G7 – Christine Lagarde dal canto suo aveva assicurato che la Bce “monitora da vicino gli sviluppi e le implicazioni sull’economia” del coronavirus ed è pronta ad adottare “misure appropriate e mirate, commisurate ai rischi“, se necessario. Stessa dichiarazioni d’intenti, ma nessuna misura fiscale immediata, anche da parte del G7 dei ministri finanziari: “Riaffermiamo l’impegno a usare tutti gli strumenti di politica fiscale più appropriati per salvaguardare la crescita dai rischi al ribasso”, si legge nel comunicato finale. “Il G7 è pronto a prendere le misure necessarie, comprese quelle di bilancio, per sostenere l’economia e far fronte alla crisi”, ha ribadito il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

I listini si attendevano di più dalla riunione del G7. I ministri si dicono “pronti a prendere misure, anche di bilancio dove appropriato, per aiutare la risposta al virus e sostenere l’economia in questa fase”. “Le banche centrali dei Paesi del G7 continueranno a perseguire il loro mandato, supportando la stabilità dei prezzi e la crescita economica, mantenendo la resilienza del sistema finanziario”, si legge nella dichiarazione finale. I sette Paesi “monitorano da vicino la diffusione del coronavirus e il suo impatto sui mercati e sulle condizioni dell’economia”. Inoltre, accolgono con favore l’impegno di Fmi, Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie ad aiutare gli Stati “ad affrontare la tragedia umana e le sfide economiche del Coronavirus, attraverso il pieno utilizzo di tutti gli strumenti disponibili”.

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