Cresce l’attenzione alla sostenibilità, soprattutto rispetto agli anni passati, ma su alcuni punti, relativi in particolare a clima e ambiente, le carenze della legge di Bilancio 2020 sono ancora pesanti, a partire dal mancato taglio degli incentivi dannosi per l’ambiente e delle fonti fossili. E se da un lato si accoglie positivamente il varo di un Green New Deal italiano, l’assenza di misure per proteggere gli ecosistemi di acqua dolce esposti ai cambiamenti climatici, così come la mancanza di provvedimenti in ambito di tutela della biodiversità marina, restano punti molto critici. Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge dal Rapporto ASviS La Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile. Esame dei provvedimenti e situazione dell’Italia rispetto ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 presentato oggi a Roma.

La legge è stata esaminata, comma per comma, da seicento esperti delle organizzazioni aderenti ai gruppi di lavoro dell’ASviS, per valutarne l’aderenza rispetto ai 169 target necessari per raggiungere entro il 2030 i 17 0biettivi di sviluppo sostenibile. “Rispetto allo scorso anno c’è un evidente cambio di impostazione. Notiamo maggiore sensibilità e impegno del Governo verso uno sviluppo che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, ma occorre accelerare le azioni sui target, evitando ritardi e colmando le carenze che ancora sussistono”, ha detto il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini. In particolare, nota Giovannini, “anche se è evidente che è difficile far accettare drastici cambiamenti a settori che sono in sofferenza economica, il tema del taglio ai sussidi non è stato preso in mano in maniera decisa: la dismissione potrebbe anche essere graduale ma ci vorrebbe chiarezza sulle leve economiche attraverso cui attuare la transizione”.

Reddito di cittadinanza da migliorare, provvedimenti non strutturali sull’istruzione, bene sulla violenza verso le donne
Ma qual è, in dettaglio, l’andamento dell’Italia rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile? Rispetto alla riduzione della povertà, il ruolo principale è affidato nella legge di Bilancio al Reddito di cittadinanza, “strumento importante ma che nella sua formulazione e nelle modalità di realizzazione continua a sollevare perplessità”. Sul secondo obiettivo, porre fine alla fame e promuovere un’agricoltura sostenibile, la legge fa poco, visto che “l’indirizzo strategico alla sostenibilità è solo accennato”. Rispetto all’obiettivo di garantire salute e benessere per tutti, i provvedimenti sono quasi tutti finalizzati “ad assicurare una copertura sanitaria universale e l’accesso a servizi e farmaci essenziali”. Sul tema dell’istruzione, invece, la legge di Bilancio “non contiene disposizioni in grado di modificare in profondità un settore in evidente ritardo”, specie nell’ambito dell’educazione degli adulti, ma ci sono interventi importanti su spazi ed edifici e un’attenzione alla fascia dei più piccoli. I provvedimenti sul quinto obiettivo, l’uguaglianza di genere, non sono strutturali, anche se è positiva l’attenzione verso il contrasto della violenza sulle donne e i provvedimenti sugli orfani dei femminicidi. Positiva anche l’estensione del periodo di congedo obbligatorio di paternità.

Nulla per proteggere l’acqua dolce, mancato taglio dei sussidi dannosi all’ambiente
Il rapporto nota l’assenza di misure specifiche per l’acqua – obiettivo n. 6 – e di impegni specifici per affrontare “la fragilità degli ecosistemi di acqua dolce, specie in presenza di cambiamenti climatici”. Inoltre, anche se la legge interviene sulla decarbonizzazione e l’economia circolare, non taglia in modo significativo gli incentivi dannosi all’ambiente e alle fonti fossili: 19 miliardi di euro che dovrebbero essere finalizzati alla transizione energetica. Non c’è un impegno deciso per le fonti rinnovabili e i provvedimenti sul settore trasporti sono positivi, ma limitati. Sull’occupazione sostenibile – obiettivo 8 – le risorse e misure sono insufficienti, specie riguardo ai Neet, ossia coloro che non hanno un lavoro, non studiano e non sono impegnati nella propria formazione. Rispetto a innovazione e industrializzazione equa, ASviS promuove gli interventi sul credito di imposta per investimenti in ricerca, transizione ecologica, innovazione 4.0, mentre sulla riduzione della disuguaglianza pesa ancora un approccio tradizionale che non punta sul potenziamento dei servizi, ma sull’aiuto ai singoli bisognosi. Positiva per le famiglie la sterilizzazione dell’Iva e l’istituzione del Fondo universale alla famiglia.

Scarsa azione sul clima, tutela della biodiversità marina e terrestre
Rispetto all’obiettivo di avere città resilienti, una novità importante è il ripristino del finanziamento del Fondo sociale per l’affitto, come positivo viene valutato il bonus facciata, che tuttavia “rischia di sostituirsi all’ecoBonus”. Sul fronte della circolarità mancano però interventi sulla gestione eco-compatibile di sostanze chimiche e dei rifiuti durante il loro ciclo di vita, mentre il giudizio è negativo anche rispetto all’obiettivo 13 – misure urgenti di contrasto al cambiamento climatico – visto che non si predispongono strumenti adeguati per la transizione ecologica, aggravando le carenze del Decreto Clima e quelle del Piano nazionale Integrato Energia-Clima (Pniec). A tutto ciò si aggiunge una mancata attenzione per il mare, ancora più inspiegabile, secondo il Rapporto, vista la scadenza di numerosi obiettivi proprio in relazione alla tutela del mare e della biodiversità. Sulla protezione dell’ecosistema terrestre, obiettivo 15, si prende atto delle misure destinate a Green New Deal, sviluppo sostenibile, innovazione agricola, riduzione inquinamento da plastica, ma il Rapporto nota la mancanza di azioni specifiche per la tutela della biodiversità e la marginalità della spesa destinata ai beni naturali. Su pace e giustizia si segnala positivamente il contrasto a corruzione e evasione fiscale.

Fridays For Future: “Incomprensibile il mancato taglio ai sussidi alle fonti fossili”
La valutazione complessiva da parte di AsViS è relativamente positiva, come nota il Presidente, Pierluigi Stefanini, che sottolinea tuttavia come l’efficacia dei provvedimenti “dipenderà dalla rapidità e dai contenuti dei decreti attuativi”. Più critica, invece la posizione dei Fridays for Future. “Il nostro giudizio è molto negativo e non potrebbe essere altrimenti”, spiega Filippo Sotgiu, dei Fridays For Future Roma, presente all’incontro. “Non vengono eliminati i circa 19 miliardi di sussidi ai combustibili fossili e in questo modo non c’è nessuna possibilità di raggiungere l’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni entro il 2030, indispensabile per raggiungere l’Accordo di Parigi. Mancano poi fondi per il trasporto pubblico e per le energie rinnovabili. Un’altra delusione dopo il Decreto Clima che ha stanziato cifre che intervengono in misura minima sulla questione climatica”.

Le carenze della legge denunciate dai giovani ecologisti si concentrano proprio sui temi ai quali l’opinione pubblica è più sensibile. Secondo una rilevazione condotta dalla fondazione Unipolis, ben il 20,8% della popolazione afferma di conoscere l’Agenda 2030, con un incremento del sette per cento in un anno. Ma gli obiettivi che gli intervistati ritengono più urgenti sono quelli relativi all’acqua pulita, la buona salute, le azioni per il clima e l’energia rinnovabile. Proprio i punti sui quali la legge di Bilancio, appunto, non appare incisiva. Anche se, conclude Giovannini, “è possibile che i fondi del Green New Deal vengano utilizzati per coprire proprio le debolezze della legge. Occorre quindi aspettare in che direzione verranno utilizzati”.

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