L’emergenza coronavirus in tre regioni del Nord – Lombardia, Veneto e Piemonte – ha portato il ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, a emettere un’ordinanza con data 22 febbraio 2020 in cui si specificano le modalità della quarantena prevista per coloro che sono entrati in contatto con persone contagiate e chi è rientrato dalla Cina nelle ultime due settimane.

“È fatto obbligo alle autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni quattordici, agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19“. Misura che quindi, al momento riguarda, la zona del focolaio individuato nel Lodigiano con i cittadini di Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo, a restare in casa.

Nell’ordinanza inoltre “è fatto obbligo a tutti gli individui che, negli ultimi quattordici giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente. Acquisita la comunicazione di cui al comma 2, l’Autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all’adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero, in presenza di condizione ostative, di misure alternative di efficacia equivalente”. La misura quindi riguarda chi è rientrato dalla zona focolaio dell’Hubei, anche se il paziente indice – il manager che potrebbe aver infettato il 38enne di Codogno in gravi condizioni – era rientrato il 21 gennaio da Shanghai.

Per la quarantena sono due le strutture militari in Lombardia che potrebbero essere utilizzate in caso di necessità: l’ospedale militare di Milano-Baggio e a Piacenza. Si attende “l’ok del governo” come ha spiegato il governatore della Lombardia Attilio Fontana.

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