“C’è tanta vita mancata mista alle cose non dette in questo bagaglio a mano invisibile che porto sempre con me.” Questa frase racchiude il senso del primo libro di racconti, Il lanciatore di donne (Edizioni Spartaco), del cantautore e leader dei Letti Sfatti, Jennà Romano, con una nota finale di Peppe Lanzetta. Un bagaglio invisibile che l’autore prova a dipingere attraverso nove racconti brevi che nascono da nove canzoni, ascoltabili attraverso i QR Code posti alla fine di ogni testo, tra cui due canzoni inedite, Il lanciatore di donne e L’abitudine a veder morire.

Jennà Romano è un eremita metropolitano che trova conforto nella sua bottega d’artigiano di musica, dove passa le giornate alla ricerca della nota e della parola giusta. È come se la musica fosse l’unica cosa capace di far vivere i ricordi e allo stesso tempo di farlo entrare in contatto col mondo esterno. In questo senso la sua scrittura è un prolungamento delle sue atmosfere musicali.

Un racconto nel racconto, canzoni che confluiscono in parole e parole che si perdono nella solitudine delle sue note. Un artista che ama abitare il passato avvolto da un’infinita malinconia, come traspare dalla maggior parte dei racconti; a partire dall’odore di Acquaragia, che apre con sensazioni e ricordi il libro, ma anche da improvvisi lampi d’ironia come nel racconto che dà il nome al libro.

Romano affronta il sentimento per eccellenza in L’amore è uguale per tutti, accompagnato dalla bellissima e omonima canzone. In Zollette di stelle ricorda la madre andata via troppo presto. La storia dell’amico Palmiro, che eredita e prende il nome dalla fede politica del padre, un mondo fatto di feste di piazza dell’unità, comizi, confronti e delusioni. Una strada invece è dedicato al complicato rapporto col padre, in cui Jennà rimpiange “di non essere stato, all’occorrenza, padre di mio padre.” Racconto accompagnato dalla canzone più intensa del disco.

Nell’album, in forma QR Code, Jennà oltre a cantare le sue canzoni suona chitarra acustica ed elettrica, basso e sintetizzatori, mentre alle batterie troviamo l’altro componente dei Letti Sfatti, Mirko del Gaudio. Chi avrà la fortuna di imbattersi in queste pagine si troverà tra le mani la vita di un artista di rara sensibilità, perché anche qui come nella sua musica Jennà Romano è esattamente ciò che scrive e canta, proprio come il suo amato Piero Ciampi a cui è dedicato il racconto che chiude il libro, Non chiedermi più chi è Piero Ciampi, scritto per spiegare chi è il cantautore livornese al figlio, Nicolò.

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