La Cina e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo sul testo della ‘fase 1’ di un’intesa commerciale basata “sul principio di uguaglianza e rispetto reciproco”. Il presidente Donald Trump lo ha confermato twittando che sono previsti “molti cambi strutturali e acquisti massicci di prodotti agricoli, energetici e manifatturieri“. Non scatteranno, dunque, i dazi che avrebbero dovuto entrare in vigore il 15 dicembre su 160 miliardi di dollari di prodotti cinesi. Inoltre partiranno subito le trattative per la fase due, senza attendere le elezioni del 2020.

Per ora resteranno operativi i dazi del 25% su 250 miliardi di dollari di Made in China e quelli al 7,5% su 120 miliardi di import cinese, ma ne è prevista la rimozione graduale. E’ un accordo “storico che richiede alla Cina riforme strutturali e cambi nel suo regime sulla proprietà intellettuale, il trasferimento di tecnologia, l’agricoltura, i servizi finanziari e i tassi di cambio”, festeggia l’ufficio del Rappresentate Usa del Commercio, Robert Lighthizer.

“Le nostre importazioni di prodotti agricoli dagli Usa aumenteranno significativamente”, ha confermato il vice ministro dell’Agricoltura cinese, Han Jun, senza fornire ulteriori dettagli, nel corso della conferenza stampa. L’import cinese interesserà anche la manifattura e i prodotti energetici Usa.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Fondo salva Stati, appello degli economisti europeisti: “Riforma sbilanciata, senza progressi sugli altri fronti sarebbe destabilizzante”

next
Articolo Successivo

Manovra, lunedì nuovo vertice dopo la fiducia ma per Renzi “bicchiere mezzo pieno”. Arriva piattaforma digitale per notifica delle multe

next