L’ex tennista Nicola Pietrangeli è stato ospite di Caterina Balivo a “Vieni da me” dove ha parlato a cuore aperto della sua carriera ma anche della sua vita privata. Nel farlo però, il campione si è lasciato scappare una serie di gaffe che hanno scatenato la polemica sui social. “In Australia, l’equivalente di PlayBoy ci avevano chiesto di posare nudi. Se l’ho fatto? Sei matta? Ci avevano offerto anche dei soldi. Poi hanno offerto la stessa cosa a me e a Panatta, ma niente anche perché non si poteva”, ha iniziato a raccontare.

Poi, parlando del suo compleanno ha detto: “Sono nato l’11 settembre e per il mio compleanno ho chiesto ai miei amici americani di fare un po’ di rumore…”. Quella che voleva essere una battuta però è risultata al contrario un’uscita infelice che ha fatto calare il gelo in studio. Caterina Balivo, visibilmente in imbarazzo, è subito intervenuta: “Sì Nicola, ma è una data talmente triste“. Il campione di tennis allora ha cercato di rimediare: “Sì lo so, è una data che ricorda un momento tragico, meglio Natale”.

Non è tutto. Parlando poi della sua vecchia storia d’amore con Licia Colò (diversi anni più giovane di lui), Pietrangeli ha spiegato: “Siamo stati insieme per sette anni, per cinque abbiamo vissuto insieme, perché mi ero stancato di riportarla a casa la sera. All’epoca ero ricchissimo. Lei è molto più giovane di me. È un vizio che ho io. Mi chiamano vecchio pedofilo“. Anche qui, la conduttrice si è vista costretta a intervenire ancora una volta: “Non scherziamo su queste cose”.

Ma non è finita qui, Nicola Pietrangeli ha parlato anche della Coppa Davis lamentandosi di come la competizione sia cambiata negli anni poi ha raccontato di quando non volevano mandarlo a giocare in Cile perché nel Paese vigeva la dittatura di Pinochet: “Qui ci sarebbe da raccontare per ore ma la faccio breve: io non sono ‘politico’ non mi frega niente della politica, però in quel momento la sinistra non aveva niente da fare, quindi se la sono presa con noi perché volevamo andare a giocare dove Pinochet, secondo loro, si mangiava tre bambini al giorno”. E Caterina Balivo lo ha corretto: “La dittatura di Pinochet non è un ‘secondo loro’ ma una realtà”. Il campione ha proseguito: “La verità sta sempre a metà. Comunque quando siamo andati ci hanno trattato come dei principi. Io non ho mai visto un semaforo rosso, perché eravamo scortati da motociclisti che ci facevano strada”.

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