A fine 2012 e a meno di due anni dalla fondazione della sua società Time & Life, come abbiamo raccontato nella prima parte di questa inchiesta, Raffaele Mincione attraverso la T&L è già indebitato per 113,8 milioni di euro. Eppure sette anni dopo le cronache riportano la vicenda del palazzo londinese in Sloan Avenue 60 da cui emerge la sua capacità di navigare, da consumato velista qual è, tra Vaticano e casse previdenziali. Ma com’è iniziata la carriera di Raffaele Mincione?

La versione ufficiale è contenuta nel curriculum vitae che il finanziere deve presentare ogni volta che si candida a un posto da consigliere di una società, come la Fiber 4.0 (ex Retelit) di cui da marzo 2018 a oggi è presidente. A 19 anni, nel 1984, il finanziere si diploma in ragioneria all’Itc Arangio Ruiz di Roma con ottimi voti. Parte per l’Inghilterra dove tra il 1985 e l’88 studia economia e storia all’University College di Londra. Nell’88 entra alla Goldman Sachs della City dove vende obbligazioni ai clienti italiani e ticinesi. A febbraio ’90 passa al Credit Lyonnais Euro-Securities come venditore senior di bond italiani. Nel luglio del ‘93 il primo passaggio importante: diventa responsabile del desk del reddito fisso italiano nella filiale londinese dell’allora Industrial Bank of Japan. Da febbraio ‘95 passa ai concorrenti di Nomura per i quali diventa capo del desk obbligazioni italiane. A maggio 1997 un altro salto: per Merrill Lynch è a capo del desk sui derivati europei a Londra e poi di quello sui derivati dell’America Latina a New York. La girandola di incarichi dirigenziali nel settore della finanza bancaria prosegue a gennaio 2000 quando Mincione diventa capo dei derivati europei per il settore bancario per Ssb-Citigroup.

Mettersi in proprio – A questo punto succede qualcosa: Mincione lascia ruoli dirigenziali nelle banche e si mette in proprio. Come unico azionista, e dal 2007 con il fratello minore Massimiliano che lo sostituisce come amministratore, Mincione il 26 settembre 2001 fonda e amministra la Gecko Wealth Management, una srl londinese che si occupa di consulenza finanziaria per conto terzi. Il suo lavoro come analista finanziario è compravendere investimenti attraverso i loro titoli di debito “stressati”, cioè le obbligazioni a rischio di default. A gennaio 2007 lascia il timone della Gwm al fratello e passa come “consulente strategico” alla Crosby Capital Partners, dove resta sino alla fine del 2008. Da gennaio 2009 si rimette in proprio e acquista la Capital Investment Advisors, un’altra società a responsabilità limitata londinese che ribattezza Wrm Capinvest. Nel frattempo trova il modo di lavorare anche per un paio di altre società a New York: la RM Realty Holdings Corp., una immobiliare fondata il 16 febbraio 2000 nello studio del commercialista italiano Giuseppe Brusa, che il 29 maggio 2007 perderà una battaglia legale contro un vicino con una causa che farà giurisprudenza, e la Beautiful Publishing Inc., azienda che stampa riviste sull’Italian way of life, della quale Mincione sarà presidente e dalla quale tra gli altri passerà anche Amedeo Angiolillo, il figlio della “regina dei salotti romani” Maria e dell’ex proprietario del quotidiano Il Tempo, Renato.

Dall’Usa alle Vanuatu – Ma il curriculum di Mincione non dice tutto: quello che manca, come spesso capita, è la parte più interessante. Per disegnare un altro pezzo della rete di relazioni di Mincione tra casse previdenziali e Vaticano occorre fare qualche salto dall’altra parte dell’Atlantico, negli Stati Uniti, ma pure in Israele, a Cipro, in Giappone e nel mezzo dell’Oceano Pacifico, alle isole Vanuatu, per poi tornare a Genova. Se si scandaglia il database della Sec, la Stock Exchange Commission che è una sorta di “superConsob” statunitense, si trovano molte tessere di questo mosaico. Si scopre ad esempio che dodici anni fa una società che si occupava di giochi e scommesse online, Zone 4 Play, costituita nello stato del Nevada il 23 aprile 2002, cambia nome in Win Gaming Media e crea una joint venture inglese con Virgin Media Television, che poi cede. Il 5 giugno 2011 Wgm acquista il 100% delle azioni di EZTrader.com, uno dei principali siti mondiali di opzioni binarie, e il 24 ottobre Wgm cambia nome in Win Global Markets. Il 3 giugno 2015 la società sposta la sede nel Delaware e dal 26 gennaio 2015 cambia nome da EzTrader Inc. a Eztd Inc. Eztd svolge le sue attività da due uffici situati a Nicosia, a Cipro (Wgm Services Ltd), e Tel Aviv, in Israele (Win Global Markets Inc Israel Ltd), apre un ufficio a Tokyo (Ez Invest Securities Ltd, sorta dopo l’acquisto del 100% di Gkfx Financial Services Limited, società che opera come intermediario in valuta estera ed è regolata dalla “Consob” giapponese) e uno in Belize (Scgp Investments Limited), ha società controllate in Australia (Eztd Australia Pty Ltd.) e alle Vanuatu (Ez Trader Ltd.) e dà lavoro a 161 dipendenti a tempo pieno. Sono le società del gruppo Ez Trader Ltd. registrate alle Vanuatu (un paradiso fiscale impenetrabile) a detenere le licenze regolamentari per operare Cipro e in Giappone. Eztd è quotata al Nasdaq, la Borsa newyorkese delle società tecnologiche.

Cosa sono le opzioni binarie? – Ma come funziona il business di Eztd? Cosa sono le opzioni binarie? E cosa c’entra Mincione? A differenza delle opzioni “regolari” che sono offerte da diverse Borse e che sono contratti in cui il cliente paga il diritto di acquistare o vendere un’attività sottostante (ad esempio una azione quotata) a un determinato prezzo, le opzioni binarie sono derivati finanziari complessi, strumenti che per anni però sono stati presentati come “semplici” e hanno attratto molti ingenui piccoli risparmiatori attraverso siti online, promettendo facili guadagni, ma che spesso si trasformano in trappole che erodono tutto il capitale investito perché gli investitori in molti casi non sono in grado di comprendere i rischi e la pericolosità di questi prodotti. Come scritto nei bilanci stessi di Eztd, “un’opzione binaria è un tipo di opzione con un tempo di scadenza predeterminato in cui il risultato è semplice: restituisce un importo fisso di uno scambio o niente del tutto. Le opzioni sono di natura binaria perché ci sono solo due possibili risultati. Alla scadenza del periodo di opzione il cliente vince o perde”. E poi: “Una volta che un cliente stipula un contratto, né noi né il cliente possiamo modificare il contratto”. Per questo motivo le opzioni binarie, secondo Eztd, “sono anche chiamate opzioni ‘tutto o niente’”. Il cliente vince se e solo se “indovina” che il valore del bene sottostante nel periodo considerato sarà superiore o inferiore a una soglia predeterminata e immutabile, altrimenti perde tutto. In più, Eztd fissa un certo numero minimo di operazioni che il cliente deve effettuare con altrettante scommesse sul rialzo e ribasso di titoli attraverso le opzioni binarie in un determinato lasso di tempo (un volume totale di soldi scambiati): se il cliente nel tempo indicato arriva a generare il volume di scommesse previsto, ha diritto a un “bonus” in denaro. Tutti meccanismi costruiti per invogliare i clienti a scommettere sempre di più.

Il business 24 ore su 24 – Nel suo bilancio del 2015, Eztd si definisce come “uno dei pionieri del trading binario online sicuro e regolamentato e mantiene la sua posizione di un operatore leader, affidabile e affidabile di una piattaforma proprietaria di opzioni binarie business-to-consumer”. Eztd offre “trading 24ore su 24, sette giorni la settimana, attraverso i siti www.eztrader.com e www.globaloption.com su oltre 120 attività in oltre 30 Paesi tra cui materie prime, azioni, coppie di valute e indici disponibile in più di 11 lingue”. Di sé, la piattaforma online dice però “generiamo i nostri ricavi principalmente dal margine tra clienti vincenti e clienti perdenti”. A giugno 2013, la “Consob” di Cipro (la Cysec) autorizza Eztd a operare: la società così attraverso Cipro può fornire i suoi servizi anche in tutti gli altri Stati membri dell’Unione europea. Ma in un’allerta agli investitori datata primo giugno 2013, la Sec chiede che le opzioni binarie basate sul prezzo dei titoli di una società vadano registrate negli Usa come titoli finanziari. Al 31 gennaio 2014, Eztd vieta così alle persone statunitensi e canadesi di operare sui suoi siti. Intanto la Sec però apre una indagine sulle vendite non autorizzate di opzioni binarie a clienti Usa. Circa il 90% dei ricavi di Eztd derivava dal mercato europeo: al 31 dicembre 2015 e 2014 aveva registrato oltre 2.076.000 e 952.000 transazioni con i clienti che al 29 ottobre 2015 erano circa 68mila.

Cominciano i guai – Ma i guai non tardano ad arrivare. A giugno 2014, Eztd aveva circa 4,2 milioni di dollari depositati in Ccb, la quarta banca più grande della Bulgaria. Il 21 giugno 2014, Ccb blocca i fondi dei depositanti senza ulteriori spiegazioni. Tra il 20 novembre 2014 e il 22 dicembre 2014, la Cysec sospende l’autorizzazione di Eztd a causa di “una carenza di fondi dei clienti”. Il 6 novembre 2014 il nuovo Parlamento della Bulgaria annuncia che non intende salvare la Ccb, che va in bail in, e a gennaio 2015 Eztd riceve solo 100mila euro dal Fondo assicurativo per i depositi bulgari. Eztd perde 4,1 milioni di dollari ed è costretta a ridepositare un milione di dollari per poter tornare a operare a Cipro e nel resto della Ue.

Il marketing – Intanto però Eztd si dà al marketing. Nell’agosto 2014, firma un accordo di sponsorship con il Bayer 04 Leverkusen della Bundesliga. A settembre 2014 è sponsor della squadra femminile della Vfl Wolfsburg, a ottobre 2014 con la svedese Aik Fotboll AB, a novembre 2014 con la nazionale tedesca di pallamano femminile. A marzo del 2015 con l’Everton, nel 2016 con la Roma e poi con il Tottenham. Tutti contratti stracciati dalle squadre dopo pochi mesi.

Le multe – I guai continuano. Il 2 marzo 2015 la Cysec multa Eztd per 10mila euro perché la società ha continuato a fornire servizi di investimento attraverso i suoi siti web anche quando l’autorizzazione era stata sospesa per carenza di fondi di garanzia. Il 27 novembre 2015 la Cysec colpisce Extd con una seconda multa di 340mila euro per una serie di gravi violazioni, comprese alcune sul mancato rispetto delle norme contro il riciclaggio e l’autoriciclaggio. Il fatto è, come scrive Eztd nei suoi bilanci, che “i clienti del nostro programma ‘Option affiliates‘ hanno rappresentato oltre il 50% dei nostri nuovi clienti negli anni chiusi al 31 dicembre 2015 e 2014. Consideriamo il programma parte integrante della nostra strategia di marketing”, scrive la società, che però ammette di non svolgere alcun controllo antiriciclaggio sui clienti che entrano attraverso questo meccanismo di siti affiliati. Il 15 novembre 2015 la Consob multa gli amministratori di Eztd per 20mila euro per aver reso disponibile il sito web e i servizi di Wgm Services Ltd al pubblico italiano da maggio 2012 a maggio 2013, prima di ottenere l’autorizzazione della Commissione di controllo italiana.

Le perdite –Ma i guai non sono solo regolamentari: al 31 dicembre 2015 la società ha accumulato perdite per 40 milioni 891mila dollari che hanno mandato in negativo il capitale. I ricavi totali netti nel 2015 sono aumentati del 28,8% su base annua a 25,9 milioni di dollari dai 20,1 dell’anno prima e rispetto ai 5,34 milioni del 2013, con un volume degli scambi di opzioni realizzato pari a 97 milioni di dollari nel 2015 e 82,1 milioni nel 2014. Possibile che una società che genera scambi per 97 milioni, sui quali come vedremo tra poco lucra in quattro casi su cinque, abbia accumulato perdite per quasi 41 milioni? Secondo Eztd sì.

Il ruolo di Perrotta – In questo periodo tra gli amministratori di Eztd siede l’italiano Gustavo Perrotta. Perrotta è diventato amministratore di Eztd il 16 maggio 2012 e dal 23 marzo 2015 ne è diventato presidente. Dal 2009 Perrotta è il fondatore ed è stato amministratore di Hamilton Ventures, una boutique di merchant banking con sede a Londra attiva nel private equity. Prima di Hamilton Ventures, dal 1994 al 2008 Perrotta è stato responsabile dell’ufficio londinese della divisione Investment Banking del Credit Suisse. Si tratta (casualmente) della stessa banca dove Mincione, come abbiamo letto nella prima puntata di questa inchiesta, secondo il Financial Times viene introdotto dal cardinal Bertone, e che gestisce parte dei fondi “fuori bilancio” della Segreteria di Stato del Vaticano. Perrotta si è laureato in Economia all’Università di Roma “La Sapienza” e dal 1991 e 1993 ha lavorato nell’audit di Arthur Andersen come revisore senior.

Entra in scena Mincione – Secondo i dati della Sec, a fine 2015 Eztd è costretta a cercare nuovi capitali. Per trovarli emette dei warrant, cioè delle opzioni a sottoscrivere nuove azioni: 6,25 milioni di warrant di Eztd, pari al 5,45% della società, vengono sottoscritti il 29 ottobre a 19 centesimi l’uno dalla Npv Europe Limited di Londra, il cui beneficial owner è l’italiano Giulio Gallazzi. L’8 dicembre 2015 Eztd stipula poi un contratto di acquisto di titoli con Raffaele Mincione che prevede l’emissione e la vendita da parte della società, in un collocamento privato, di 6,4 milioni di azioni a 25 centesimi per azione, per un importo di 1,6 milioni di dollari che Mincione, come beneficial owner, versa il 10 dicembre 2015. Da quella stessa data nei registri degli azionisti di Eztd spariscono i nomi della Npv Europe Ltd e Gallazzi.

Altri guai – Ma i guai di Eztd peggiorano. Il 15 novembre 2016 Eztd annuncia di aver raggiunto un accordo con la Sec per chiudere l’indagine sulla vendita di opzioni binarie negli Stati Uniti tra il 2011 e il 2014. La società israeliana accetta di pagare più di 1,7 milioni di dollari per non aver rivelato i rischi del trading di opzioni binarie che sono costati a 4mila clienti Usa perdite per 2 milioni di dollari su 2,5 milioni investiti. La Sec ricorda che Eztd dichiarava agli investitori che le opzioni binarie erano “altamente redditizie” quando, in realtà, per i clienti vi era un “potenziale significativamente maggiore” di perdere denaro. “I ricavi di Eztd sono in gran parte derivati dalle perdite di trading dei clienti, eppure Eztd ha sottolineato la redditività del trading di opzioni binarie”, dichiara Stephanie Avakian, vicedirettore della divisione controlli della Sec. “Le società che operano in opzioni binarie devono divulgare più delle dichiarazioni generali sul rischio di investimento, in modo che gli investitori in questi strumenti comprendano che le probabilità giocano contro di loro”. Secondo la Sec, la struttura delle opzioni di Eztd era creata per fare perdere gli investitori: circa l’81% dei clienti statunitensi aveva perso soldi: facile, quando puoi mettere in squadra esperti di derivati e finanza strutturata che creano contratti rivolti a risparmiatori inconsapevoli.

Gli investimenti – Il 3 febbraio 2017, ma con effetto dal 26 gennaio, Eztd per ricostituire il capitale firma così un accordo nel quale sono previsti investimenti da 3 milioni di dollari attraverso la sottoscrizione di titoli con Compagnie Financiere St. Exupery, una società del gruppo lussemburghese Lmc che da tempo è azionista di Eztd. Intanto l’amministratore delegato di Eztd, Shimon Citron, ha risolto qualsiasi contratto con Eztd pur restando in carica. Ma con due lettere datate 6 e 15 maggio 2017, inviate ai soci e anche a Perrotta, Citron si dimette da amministratore delegato di Eztd lamentando numerose irregolarità nei suoi confronti e il mancato versamento di fondi per un milione di dollari alle Vanuatu. Intanto sui giornali escono notizie dei dipendenti israeliani, calati a una cinquantina, che inscenano proteste per il mancato pagamento degli stipendi, connesso alla chiusura delle attività negli Usa. Il 7 settembre 2017 la Eztd comunica alla Sec che non pubblicherà più i suoi conti.

Operazione sfortunata. Anzi no – Le disavventure di Eztd però non sono finite. Il 27 marzo 2018 l’Esma, l’autorità Ue per gli strumenti finanziari, in applicazione della direttiva Mifid2 sulla protezione degli investitori vieta la vendita nell’Unione europea di opzioni binarie ai risparmiatori perché troppo pericolose per i clienti. Il 27 settembre 2018, la Sec trascina in causa Eztd perché a fronte degli 1,77 milioni dovuti tra multa e rimborsi ai clienti la società ne ha versati solo 739mila. Al 27 maggio 2019 l’azione legale della Sec contro la Eztd continua nel tribunale distrettuale del Delaware. Sin qui, l’investimento di 1,6 milioni di Mincione in Eztd parrebbe essere stata solo un’operazione sfortunata. Ma quello che succederà in seguito getta un’altra luce sulla scommessa apparentemente persa dal raider.

[2 – continua]

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