“Come è finita?”, mi sento chiedere di questi tempi da sconosciuti o da vecchi amici che si sono emozionati per Dj Fabo, che si sono appassionati con il mio processo, che hanno sentito di giudici che mi imputavano reati e di altri che mi volevano assolvere. Ma poi… com’è finita?

Non è ancora finita. E c’è bisogno di ciascuno di voi perché non finisca male. La Corte costituzionale ha spiegato perché condannare fino a 12 anni di carcere per aiuto al suicidio in alcuni casi non ha alcun senso, e ha dato al Parlamento un anno per legiferare.

Oggi metà dei componenti del Comitato Nazionale di Bioetica si è espressa a favore della libertà di scelta delle persone malate di patologie irreversibili e sottoposte a sofferenze insopportabili. Hanno chiesto sia garantito loro il diritto di decidere anche quando non sono attaccate a delle macchine.

I capi dei grossi partiti hanno dato l’ordine di non fare nulla. Nel frattempo, girano proposte di legge trasversali che puntano a aggirare le indicazioni della Consulta riducendo di qualche anno la pena per i parenti (!!!) del malato. Come dire: aiutare a morire senza soffrire è un crimine, ma se sei un parente è un crimine un po’ meno grave.

Su questa linea, politici clericali e cardinali politici provano assieme a far pressione sulla Corte costituzionale, convocata per il 24 settembre: vogliono che la Consulta rinvii tutto, per fare dimenticare Fabo e inventarsi falsi scoop, come quello di Noa, la ragazza olandese che si è lasciata morire di fame e sete, ma che ci è stato raccontato che era morta di eutanasia.

Perché non finisca male l’unica nostra forza è la vostra, quella della stragrande maggioranza dei cittadini italiani che, conoscendo la sofferenza in prima persona senza bisogno che gliela raccontino nei talk show, è d’accordo a rendere legale l’eutanasia, contro l’eutanasia clandestina.

Giovedì 19 settembre ci troveremo a Roma, ai giardini Welby di Piazza don Bosco, per una grande manifestazione-concerto “Parlamento, fatti vivo”, per vivere liberi fino alla fine. A 13 anni dalla lettera di Piergiorgio Welby al Presidente Giorgio Napolitano, a sei anni dal deposito della nostra legge di iniziativa popolare, ci saranno i protagonisti di questi anni di lotta, e ci saranno artisti, musicisti e personalità che vogliono aiutarci a farci sentire e raggiungere il cuore della politica. Ti chiediamo di sostenerci: perché finisca bene, fatti vivo anche tu!

A parole nostre - Sogni, pregiudizi, ambizioni, stereotipi, eccellenze: l'universo raccontato dal punto di vista delle donne. Non solo per le donne.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Suicidio assistito, primo parere del Comitato Nazionale di Bioetica: “Diverso dall’eutanasia, ma non è un’apertura”

next
Articolo Successivo

Ancona, tribunale obbliga Comune a iscrivere all’anagrafe un richiedente asilo: sentenza solleva questione di legittimità costituzionale

next