“Progetti farlocchi” presentati per intascare centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici. Una truffa agli enti locali del Nord-Est, da Trieste a Gorizia, fino a Pordenone e Bolzano, da oltre 800mila euro e agevolata, secondo il gip, dalla “completa assenza di serie verifiche da parte degli enti pubblici“. Così, dopo un’inchiesta coordinata dal pm Lucia Baldovin e condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia locale di Trieste, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, Giorgio Nicoli, ha disposto un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere e truffa per quattro persone. A una di loro, la 33enne Silvia Ussai, non è stato però possibile notificare l’ordinanza perché si trova in Mozambico, dove sta ancora lavorando come desk officer a tempo determinato per l’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo con uno stipendio annuo da 69mila euro lordi.

Oltre alla Ussai, i domiciliari sono stati disposti per Riccardo Petelin, 33 anni, di Trieste, Mauro Di Ilio, 59 anni, di Trieste (già presidente della Confcommercio provinciale) e Alberto Lenardon, 47 anni, di Monfalcone. Secondo l’accusa, i primi tre come promotori e il quarto come partecipante avrebbero dato vita a un’associazione a delinquere specializzata in truffe agli enti pubblici, predisponendo documentazione fasulla a sostegno della richiesta di contributi e della rendicontazione, arruolando anche persone inconsapevoli del raggiro. In molti casi i soldi erano arrivati, ma le attività non erano state avviate.

Silvia Ussai è considerata un personaggio chiave, anche se dal maggio 2018 ha un contratto di lavoro a termine in Mozambico. Scrive il gip: “La frenetica caccia di Ussai al contributo pubblico è tuttora in corso”. E il pubblico ministero, nella richiesta di custodia cautelare, ha aggiunto: “Ussai è un soggetto particolarmente spregiudicato. Ha ricevuto un incarico dal Ministero per la gestione degli aiuti medici in Mozambico. Ora si trova a gestire delle operazioni all’estero finanziate con denaro pubblico e, attesi gli elementi concernenti i plurimi reati emersi a suo carico, appare quanto mai pericoloso che la stessa prosegua tale incarico”.  Il fatto che la Ussai si trovi ancora in Mozambico dimostra che il rapporto di lavoro non si è concluso, come conferma il sito dell’Aics che le attribuisce un incarico per il Fondo Comune per il Settore Sanità (Prosaude). Il Ministero degli Esteri, che vigila sulle politiche messe in atto da Aics tramite la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, precisa che “l’Agenzia gode di un’amministrazione separata e indipendente rispetto a quella della Farnesina, soprattutto per quanto riguarda la scelta e la gestione del personale”, specificando poi che “Aics è al corrente della situazione”.

I capi d’imputazione si riferiscono a numerosi progetti presentati nell’arco di due anni. Ad esempio, c’è una richiesta di finanziamento da 80 mila euro nell’ambito del bando Pisus, per realizzare il centro estetico Beauty of Hawaii e altri 100 mila euro per una gelateriaCremeria Teresiana, ottenuti dal Comune di Trieste. Meccanismo replicato con il Comune di Gorizia, a cui sono stati chiesti 80mila euro, questa volta per un centro medico ed estetico. Nel caso della Provincia Autonoma di Bolzano, 200 mila euro sono stati versati per avviare un’impresa con il sistema Lineboy. La richiesta era stata sostenuta addirittura da una lettera di finanziamento per 400 mila euro di una società di Singapore. Il Catt del Friuli, che eroga contributi per conto della Regione, aveva deliberato pagamenti per 170 mila e 173 mila euro per la ristrutturazione di strutture ricettive in provincia di Pordenone, in base a fideiussioni e preventivi fittizi. E altri 75 mila euro erano stati concessi per impianti d’allarme.

Non sempre i tentativi del gruppo si sono trasformati in elargizioni effettive. Ad esempio, al Catt erano stati chiesti 37 mila euro per un innovativo sistema elettronico per consulenze mediche telematiche. Altri 200 mila euro alla Regione Friuli-Venezia Giulia per realizzare un sistema di riscaldamento innovativo. Nel caso di una gelateria automatica a Trieste erano state presentate, secondo l’accusa, fatture per 71 mila euro relative a lavori di ristrutturazione. Il tutto in un vortice di società straniere e conti correnti. Ad esempio, 340 mila euro di contributi Catt-Fvg ricevuti da Di Ilio erano stati bonificati a due società bulgare.

L’elevato numero di progetti mai realizzati paragonato all’alto numero di finanziamenti ottenuti hanno portato il gip a scrivere che: “In poco più di due anni, (queste attività) hanno già fruttato al sodalizio oltre 800 mila euro di ingiusto profitto, appurato in termini certi. Emerge un quadro desolante e surreale che testimonia la completa assenza di serie verifiche da parte degli enti pubblici, a fronte di progetti farlocchi e comunque supportati da fatture emesse per operazioni inesistenti”.


Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Direttore,

in relazione alle notizie diffuse dal Suo giornale relativamente alle indagini ed ai provvedimenti asseritamente adottati a carico della dottoressa Ussai, si precisa che la Ussai ha partecipato nel febbraio 2018 ad un bando della sede AICS di Maputo per la selezione di un “desk officer per il settore sanitario”. A seguito di tale selezione, la sede di Maputo ha stipulato con la dott.ssa Ussai un contratto a tempo determinato disciplinato dal diritto locale, in corso di svolgimento fino al 31 dicembre 2019.

Si precisa che le mansioni assegnate alla dott.ssa Ussai non comportano in alcun caso la gestione di risorse finanziare relative alle iniziative di cooperazione che restano nella esclusiva competenza e responsabilità della sede AICS di Maputo. E’ importante sottolineare, altresì, che i fatti che sarebbero contestati alla dott.ssa Ussai, secondo quanto riportato dalle notizie pubblicate, non hanno alcuna relazione con l’ AICS, con i progetti di cooperazione e tanto meno con i fondi gestiti dall’Agenzia. L’AICS, in ogni caso, ha fornito tempestivamente agli organi inquirenti, che ne hanno fatto richiesta, tutte le informazioni in proprio possesso. In attesa di eventuali ulteriori comunicazioni formali da parte delle autorità competenti, il rapporto di lavoro della dott.ssa Ussai è stato sospeso.

La ringrazio di voler pubblicare questa doverosa precisazione e se vorrà soprattutto tenerla in considerazione per ogni altro eventuale articolo futuro sulla medesima questione.

Cordiali saluti,
Luca Maestripieri
Direttore Aics

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