Gli striscioni arrivano anche fuori dal monastero “Santa Speranza” delle clarisse di San Benedetto del Tronto, dove è stata appesa una scritta che recita “Lo avete fatto a me”. Una sintesi della frase tratta dal Vangelo secondo Matteo “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Uno striscione di cui la badessa ha parlato al Corriere della Sera: “Da credenti abbiamo voluto comunicare il nostro disagio verso il clima di odio e di violenza che sta salendo attorno a noi. E da credenti diciamo che l’unica risposta a tutto questo sono il Vangelo e il suo messaggio di pace”. L’iniziativa ha però causato le dimissioni di Marco Albertini, segretario pastorale della vicina abbazia di San Benedetto Martire, che, scrive La Nuova Riviera, non si identifica più in quella che definisce una “pseudo-chiesa“.

La notizia si è diffusa lunedì 20 maggio, quando cinque suore hanno appeso fuori dalla loro casa spirituale nel monastero “Santa Speranza” lo striscione. Il gesto è quindi avvenuto nel bel mezzo della protesta degli striscioni contro Matteo Salvini, ma la badessa del convento ha specificato: “Quella è la parola del Vangelo, che è semplicemente la guida della nostra vita”, negando quindi ogni coincidenza. Padre Antonio Spadaro, direttore della rivista Civiltà Cattolica che si era schierato contro l’esibizione del rosario durante il comizio in piazza duomo di Matteo Salvini, ha condiviso la foto su Facebook.

L’intervista del Corriere della Sera ha però causato le dimissioni di Albertini. “Dopo aver letto le motivazioni date dalle nostre suore di clausura allo striscione esposto relativamente al clima d’odio che si sta innalzando ritengo di dovermi dimettere dall’incarico in quanto non mi identifico più in questa pseudo-chiesa”, ha spiegato al giornale locale La Nuova Riviera. Il segretario ha continuato: “La Chiesa nei suoi duemila anni di storia non si è mai permessa di giudicare un esponente politico ma ha giudicato i peccati e le ideologie nefaste (vedi nazismo, comunismo, ateismo, modernismo ecc.)”. Il segretario ha inoltre evidenziato che il gesto è stato portato a termine “a una settimana dal voto” e ciò significherebbe “intromettersi in faccende che non sono di propria competenza e quindi scandalizzare il popolo di Dio”. “Ne dovranno quindi rispondere davanti a Cristo, giusto giudice”, conclude Albertini.