Bagarre e tensioni in Aula alla Camera durante l’esame del disegno di legge sulla riduzione del numero dei parlamentari, già approvato in prima lettura al Senato. A far scattare le polemiche è stato un intervento provocatorio del pentastellato Giuseppe D’Ambrosio, che ha attaccato il Pd, ricordando i tempi della riforma costituzionale, poi bocciata con il referendum: “Dicevate che il Parlamento era capace di autoriformarsi, cioè tagliare poltrone, ora non lo dite più. Ci siamo noi a tagliare i costi della politica”. Ma il passaggio che ha scatenato le proteste maggiori è stato quello rivolto verso i banchi di Forza Italia: “Baldelli parlava di antipolitica? Ma antipolitica sono i politici che rubano e vengono arrestati”, ha provocato, con un chiaro riferimento all’inchiesta lombarda e ai 28 arresti a Milano, tra i quali anche Tatarella e Altitonante di Forza Italia.

A sbottare contro l’esponente M5s è stato l’azzurro Paolo Zangrillo, deputato e coordinatore piemontese del partito, con gesti plateali e parole forti, che hanno fatto scattare la protesta dai banchi del M5s. Parole poi precisate dallo stesso deputato forzista Zangrillo, richiamato dal vicepresidente di turno Ettore Rosato. “Ho ricordato al collega del M5s che le origini del Movimento sono il vaffa“.

Ma non solo. A replicare al pentastellato D’Ambosio è stato pure il dem Emanule Fiano: “Con il suo solito tono garantista, D’Ambrosio, noto per la sua passione per le manette, vuole sostenere che il Pd è contrario al taglio dei parlamentari. Ma non è così. Noi siamo contrari che voi per ridurre il numero volete ridurre la democrazia in questo Paese, senza un riforma di sistema”

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