“Sono il sindaco, venite in piazza da Salvini”. Una telefonata con un messaggio vocale registrato dal sindaco leghista Vincenzo Catapano nella quale i cittadini sono stati invitati a partecipare al comizio del vicepremier e leader della Lega a San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, in programma lunedì 6 maggio alle 20.45. Ed è stata subito polemica. Perché in molti si sono indignati dopo aver visto l’utenza dalla quale partiva la telefonata, ossia quella del stesso Comune. Diverse le segnalazioni arrivate a The Post Internazionale che ha riportato i commenti in questione. “Mi rivolgerò alla magistratura, perché sono giorni che cercano di infangare me e il mio operato, creando un clima di odio” si sfoga il sindaco, commentando l’accaduto a ilfattoquotidiano.it. E fornendo la sua versione dei fatti: “Quelle telefonate sono a costo zero“.

Lo sdegno per l’invito al comizio
Le telefonate in questione sono arrivate nella giornata di domenica 5 maggio. Diversi testimoni, riporta Tpi, hanno raccontato la stessa storia: “Rispondendo, sarebbe partito un nastro registrato contenente un messaggio di invito a recarsi al comizio del ministro Salvini previsto per lunedì sera”. Qualcuno è rimasto talmente indignato, da scattare una foto del display di un cellulare, per dimostrare come il numero dal quale era partita la telefonata fosse proprio quello dell’Ente comunale. E c’è chi si sfoga su Facebook: “Stamattina ho ricevuto, come molti (tutti?) cittadini di San Giuseppe Vesuviano, una telefonata”, racconta un cittadino. E continua: “Era un nastro registrato con la voce del nostro sindaco che mi invitava a partecipare al comizio elettorale del ministro degli Interni, tale Salvini. Normale campagna elettorale, ho pensato. Poi ho controllato il numero da cui proveniva la chiamata: era il numero del Comune di San Giuseppe Vesuviano”. A denunciare l’accaduto, sempre attraverso la sua pagina Facebook, anche il Collettivo Vocenueva, confermando di aver ricevuto diverse segnalazioni, ma di non essere in possesso di alcuna registrazione.

Le parole del sindaco
Il primo cittadino non ci sta e risponde all’accusa di aver fatto un uso privato della cosa pubblica. E su Facebook chiarisce: “Non è stata fatta alcuna telefonata di invito dal Comune di San Giuseppe Vesuviano. Neppure una. Tanto più che il Comune oggi, di domenica, è chiuso”. A ilfattoquotidiano.it  Catapano spiega cosa è accaduto: “Questo tipo di messaggi non sono certo una novità in occasione di visite particolari o comizi di soggetti istituzionali, ma le telefonate non sono state pagate né da me, né tanto meno dal Comune”. Come sarebbe andata allora? “La società Enterprise Contact Group mi ha chiesto di registrare un messaggio che sarebbe stato inviato gratuitamente a diversi cittadini delle nostre zone. Ho registrato un messaggio su Whatsapp, inviandolo a chi mi aveva contattato”. E il numero del Comune? “La normativa prevede che le telefonate che arrivano all’utente finale non debbano restare anonime e quindi in questo caso il numero utilizzato è stato quello del centralino del Comune, anche se non è dall’ente che sono realmente partite. Se non fosse stato a costo zero, non avrei mai registrato nulla”, sostiene il sindaco.

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