Centoventi milioni di euro e quattro anni di reclusione. È una maxi condanna quella emessa dal tribunale di Aosta nei confronti dell’ex amministratore unico del Casinò di Saint-Vincent Luca Frigerio. Il maxi risarcimento spetta  alla Regione Valle d’Aosta: il processo, infatti, riguardava 140 milioni di euro di finanziamenti regionali erogati alla casa da gioco tra il 2012 e il 2015. Frigerio era imputato per falso in bilancio e truffa ai danni dello Stato. Per lui il pm Eugenia Menichetti aveva chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione.

Sempre oggi lo stesso tribunale di Aosta ha ammesso oggi il piano di concordato per il salvataggio del Casinò presentato il 12 marzo scorso. Si tratta di un passaggio formale in vista dell’omologa che avverrà solo dopo l’approvazione da parte dei creditori, attesa nell’assemblea convocata a inizio luglio. Il progetto di risanamento dell’azienda prevede tra l’altro una significativa riduzione dei costi del personale attraverso l’individuazione di 64 esuberi nel comparto alberghiero e 33 nella casa da gioco. A queste misure i lavoratori avevano dato il via libera attraverso un referendum.

Sempre legata ai finanziamenti concessi al Casinò è la condanna della Corte dei conti della Valle d’Aosta nei confronti di 18 tra consiglieried ex consiglieri regionali che concessero quell’erogazione di denaro pubblico nei confronti della casa da gioco. Per questo motivo nell’ottobre scorso sono stati condannati a un risarcimento da 30 milioni di euro 18. Tra i condannati gli ex presidenti della Regione Augusto Rollandin (4,5 milni) e Pierluigi Marquis (807 mila euro). In sostanza la magistratura contabile chiede indietro quei 140 milioni a chi ha attivato i fondi, attraverso la decisione di mutui e ricapitalizzazioni. Quella ordinaria ne chiede indietro 120 a chi invece all’amministratore della casa da gioco che ha beneficiato di quell’erogazione.

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