“Noi del centrosinistra dovevamo essere più coraggiosi: dovevamo mettere la fiducia sullo ius soli. Adesso con Zingaretti mi auguro che riprenderemo la battaglia”. Il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, in un’intervista a Repubblica, ha ritirato fuori la contestata proposta di legge sulla cittadinanza: nella scorsa legislatura fu proprio il Partito democratico a decidere di accantonare il provvedimento per timore di perdere consensi. Il ddl arrivò in Senato il 23 dicembre 2018, ultimo provvedimento calendarizzato prima dello scioglimento delle Camere, e l’Aula non fece neppure finta di discuterlo perché mancava il numero legale. All’epoca proprio Delrio, che comunque già si era espresso in favore del testo, era ministro dei Trasporti. Oggi è tornato a parlarne, partendo dall’ipotesi avanzata nei giorni scorsi di dare la cittadinanza a Rami, il ragazzo eroe dello scuolabus: “Rientra”, ha detto, “nella logica della concessione, paternalistica, non dei diritti. Non tiene conto del fatto che questi ragazzi sono italiani e vivono già da uomini liberi come parte della nostra comunità, parlano l’italiano meglio di tanti politici”.

Dare la cittadinanza a 800mila ragazzi di famiglie straniere, ha detto quindi rivolgendosi a Salvini e a Di Maio, “non attenta alla nostra identità. Significa riconoscere un diritto civile. La campagna contro, che è stata fatta, ha spaventato gli italiani, nella maggior parte favorevoli. Ma lo ius soli è una legge mite. Sull’immigrazione c’è un clima di odio e xenofobia dettato dalla Lega”, ha detto quindi Delrio, secondo cui “anche per questo motivo i 5 dtelle crollano nei sondaggi, perché non era nei loro valori fondativi adeguarsi a una destra xenofoba. Senza capire che allargare i diritti è una risorsa per tutta la società”.

La questione per il governo non si pone: il provvedimento non è nel contratto di governo e per questo non sarà preso in considerazione nei prossimi mesi. E anche sull’idea di dare la cittadinanza per merito a Rami, sostenuta da Luigi Di Maio, il ministro dell’Interno Matteo Salvini oggi ha preso tempo: “Stiamo facendo tutte le verifiche del caso perché prima di fare scelte così importanti bisogna aver controllato tutto e tutti”, ha detto. “Vorrebbe avere Ius soli? E’ una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare per intanto la legge sulla cittadinanza va bene così come è. Si può aprire la possibilità di discuterne? Assolutamente no”.

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