Non ce l’ha fatta il bimbo di due anni e mezzo caduto dal carro di Carnevale ieri pomeriggio durante una sfilata in centro a Bologna. Il piccolo è morto questo pomeriggio all’ospedale Maggiore del capoluogo emiliano-romagnolo dove era ricoverato da ieri in gravissime condizioni. La Procura di Bologna aveva aperto un fascicolo contro ignoti, per lesioni colpose, come aveva spiegato il procuratore capo Giuseppe Amato.
Ora il reato sarà omicidio. “Abbiamo eseguito il sequestro del carro – ha aggiunto il procuratore – per verificare le modalità di costruzione ed eventuali insidie o pericolosità. All’esito ne trarremo le conseguenze. Abbiamo dato indicazioni ai Carabinieri – ha detto ancora – dal momento che mi sembra vi sia una reiterazione della manifestazione mi pare anche la prossima settimana, di attivarsi e fare sì che i carri utilizzati in quell’occasione non abbiano a presentare situazioni di insidiosità che, in tutta evidenza, presentava questo carro perché era caratterizzato da una possibilità di una uscita laterale per un corpo piccolo come quello del bambino”.

Sui tempi dei soccorsi, “da quello che abbiamo apprezzato” per il procuratore sono stati “assolutamente coerenti con le circostanze spazio temporali dell’accaduto. Bisogna tenere conto, rispetto a questo, le condizioni del bambino dopo l’incidente. Mi pare presentasse già in quel momento una situazione abbastanza importante, che ha obbligato a tentativi di rianimazione, assolutamente tempestivi e doverosi”.

L’Ausl di Bologna in una nota ha comunicato che sono passati “sette minuti, dalla chiamata di soccorso all’arrivo dell’ambulanza del 118, con personale formato per la rianimazione cardio polmonare”. Le operazioni sono durate “complessivamente 52 minuti dalla chiamata alla centrale operativa all’arrivo all’Ospedale Maggiore, 30 dei quali dedicati dall’equipe con medico alle complesse manovre di rianimazione, trattamento e stabilizzazione del bimbo. Manovre – ha specificato l’Azienda sanitaria – che hanno proseguito quelle avviate dall’equipaggio dell’ambulanza giunta sul posto 11 minuti prima”.

La necessità di eseguire “tutte queste manovre immediatamente sul luogo dell’evento, prima di inviare il paziente in ospedale per i trattamenti successivi, è coerente con le linee guida internazionali nell’ambito del soccorso in emergenza”.  Ieri pomeriggio la prima chiamata al 118 è arrivata dunque alle 14.50 e “nonostante il chiamante non avesse informazioni sulle condizioni del bambino, perché lontano dall’incidente – ha sottolineato l’Ausl – è stato attribuito un codice rosso di alta gravità e inviata l’ambulanza. Seconda chiamata alle 14.56 che ha aggiunto maggiori informazioni: il codice rosso è diventato rosso avanzato e viene inviata l’automedica. A 7 minuti dalla prima chiamata, alle 14.57 l’ambulanza è sul luogo dell’incidente. Alle 15.08 è arrivata l’automedica e il medico ha proseguito la rianimazione anche attraverso l’intubazione, praticate anche le terapie salvavita e farmacologiche. Alle 15.38, stabilizzate le condizioni, il bambino viene trasferito all’Ospedale Maggiore in ambulanza con medico a bordo dove arriva alle 15.41″.

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