“Su disposizione del Comitato per l’ordine e la sicurezza da ieri è stata rafforzata la mia protezione: la tutela dinamica (disposta a aprile 2017) è diventata una scorta fissa. La mia vita inevitabilmente cambierà un po’. Ma il mio lavoro di inchiesta e denuncia dei gruppi #fascisti continua come e più di prima. Un grazie a chi mi protegge e a voi che mi seguite”. Il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi annuncia su Facebook l’assegnazione della scorta da parte del ministero dell’Interno, dopo essere stato più volte minacciato da gruppi di estrema destra, dalle scritte sul suo muro di casa (“Infame pagherai”) con svastiche e croci celtiche, fino ai simboli delle SS incisi sulla sua auto.

Una decisione arrivata dopo la richiesta del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica di Bergamo, come riferito in una nota da Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi. Nel comunicato sottolineano che il giornalista era “da tempo nel mirino di gruppi neonazisti e neofascisti per il suo incessante lavoro di documentazione e di inchiesta sulla rinascita di organizzazioni di estrema destra nel nord Italia. La decisione è giunta dopo che, alcuni giorni fa, per l’ennesima volta, Berizzi e la sua famiglia avevano ricevuto pesanti insulti e minacce di morte”.

La decisione di dotarlo della scorta, proseguono, “dimostra che, purtroppo, non erano infondati gli allarmi per la sua incolumità. È auspicabile che le autorità preposte si adoperino per individuare i responsabili degli atti intimidatori nei confronti del collega e della sua famiglia, consentendo a lui di continuare a svolgere liberamente e serenamente il suo lavoro di cronista“. Lorusso e Giulietti sperano inoltre “che venga tenuta alta la guardia nei confronti dei sempre più frequenti episodi di minacce nei confronti dei giornalisti da parte di gruppi neonazisti e neofascisti. La Federazione nazionale della Stampa italiana, nel ringraziare il ministero dell’Interno e le forze dell’ordine, chiederà che alle minacce dei gruppi di estrema destra sia dedicata una riunione ad hoc del Coordinamento per la sicurezza dei giornalisti istituito dal Viminale“.

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