Centotrenta associazioni e 10mila cittadini hanno invaso le strade di Genova per dire no al decreto sicurezza e alla politica dei respingimenti. Al corteo “Per Genova accogliente e solidale”, promosso dalla Comunità di San Benedetto al Porto fondata da don Gallo, hanno aderito partiti, sindacati, scout, realtà dell’area cattolica e centri sociali, in uno spezzone autonomo. “Una mobilitazione così ampia ricorda quella del 30 giugno 1960”, dice Megu Chionetti, portavoce della Comunità, “non è più questione di destra o sinistra: l’opposizione a queste politiche ha portato in piazza un fronte largo e trasversale”.

In strada persone di tutte le età e le generazioni, dagli anziani genovesi agli immigrati che popolano i caruggi: “Vorrei solo che Salvini fosse un po’ più gentile con noi”, dice una giovane africana. “Siamo per una società che voglia aumentare i diritti a tutti invece di toglierli a qualcuno”, dicono i manifestanti. “Queste persone affrontano l’inferno per arrivare in Italia, e una volta qui vengono lasciate in mezzo alla strada ad aumentare l’insicurezza percepita”. Una delegazione del corteo ha gettato nelle acque del porto una ghirlanda e decine di fiori, come omaggio a tutte le vite scomparse nel Mediterraneo.