“Sono soddisfatto delle parole, ora aspettiamo i fatti, io gli ho messo in mano un elenco di 670 persone già ricollocabili dall’Italia da oggi pomeriggio. Il 2019, finora, è il primo anno e unico dove ci sono stati più espulsioni che arrivi”. Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini in conferenza a Palazzo Chigi parlando dell’incontro con il commissario Ue Dimitri Avramopoulos. “Se si vuole sostenere l’Italia – ha continuato – si può subito passare ai fatti”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini in conferenza stampa a palazzo Chigi.

“E’ chiaro – gli ha fatto eco il presidente del consiglio Giuseppe Conte – che in un sistema del genere, in cui non si regolano i flussi e si gestiscono in un contesto europeo, questo sistema è inaccettabile: l’accoglienza indiscriminata diventa finta, è mancata integrazione. Il Paese non se lo può permettere più. Se il problema è lasciare l’Italia da sola, o avere solo 4 o 5 Paesi disponibili, noi non lo possiamo accettare. Continuiamo con la linea di assoluto rigore”. E, puntualizza: “Non c’è stata assolutamente diversità di posizione (tra me e il vicepremier Salvini, ndr), anche io ho anticipato una lista. Poi ho detto ad Avramopoulos che al Viminale la lista delle persone da ricollocare sarebbe stata più dettagliata. L’Italia è un Paese serio ma non siamo Alice nel Paese delle Meraviglie, pretende reciprocità, che anche gli altri mantengano gli impegni”.

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