“Non c’è nulla di più concreto che tagliare spese superflue e utilizzare i milioni di euro risparmiati per le vere esigenze dei cittadini. Concreto come una fetta di pane e nutella!”. Il post su Facebook è del vicepresidente del Senato Paola Taverna (M5s) ed è a tutti gli effetti una risposta alla frenata di Matteo Salvini sul tema del taglio agli stipendi dei parlamentari, annunciato dalla coppia Di Maio-Di Battista nel messaggio di Capodanno. Subito dopo la diffusione del video di neanche due minuti, infatti, il vicepremier leghista ha sottolineato che le priorità del governo sono altre rispetto alla sforbiciata sull’assegno di deputati e senatori. “Giusto tagliare sprechi e spese inutili, è nel contratto di governo e lo faremo. Ma per la Lega le priorità degli Italiani sono cose anche più concrete” ha sottolineato Salvini, prima di elencare alcune misure simbolo della Lega: dalla flat tax alle autonomie, fino alla cancellazione definitiva della Fornero per finire alla legittima difesa. La dialettica di Capodanno, insomma, è un’anticipazione di cosa potrà accadere all’interno dell’esecutivo nel 2019, con il M5S che punterà su alcuni temi e la Lega su altri.

La presa di posizione di Paola Taverna è solo l’ennesima conferma della diversità di vedute. “Nel 2019 – ha detto la parlamentare grillina – taglieremo gli stipendi dei parlamentari. Noi del Movimento 5 Stelle da quando siamo in Parlamento ci tagliamo le retribuzioni – ha aggiunto – Nella scorsa legislatura abbiamo restituito oltre 23 milioni e in questa abbiamo già dato 2 milioni agli alluvionati. Presto sarà così anche per senatori e deputati dei vecchi partiti”. Il vicepresidente del Senato, poi, ha anche sottolineato come “nel 2018 abbiamo cancellato i vitalizi e tagliato le pensioni d’oro. Nel 2019 vogliamo eliminare quest’altro privilegio insopportabile agli occhi di tutti gli italiani che faticano ogni giorno per guadagnare cifre molto più basse. Gli stipendi dei parlamentari sono troppo alti – ha concluso – e con il Movimento 5 Stelle in maggioranza e al governo non possono rimanere così. Noi combattiamo i privilegi per aiutare chi sta peggio”. Nella dialettica tra le parti, l’anomalia è rappresentata da Vittorio Di Battista, il papà di Alessandro: “Spero, promitto e iuro. Taglio degli stipendi? Giusto ma anche cose più concrete. No Tav, conflitto di interessi, prescrizione…” ha scritto Di Battista senior su Facebook in un post dal sapore molto più salviniano che pentastellato.

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