Quando è chiamato a calcare il palco dei comizi della Lega Stefano Garassino, assessore ‘sceriffo’ alla Sicurezza e all’immigrazione di Genova, elogia e si entusiasma per la linea del suo leader e ministro dell’Interno Matteo Salvini, lontano dai riflettori firma la delibera di Giunta con la quale il Comune chiede in extremis di ampliare di 150 posti l’accoglienza in strutture Sprar per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (che si vanno a sommare agli attuali 217), prima che le stesse vengano sostanzialmente smantellate dall’applicazione del decreto sicurezza.
Il sistema Sprar, che punta sull’accoglienza in strutture più piccole e distribuite sul territorio e oggi è aperto a rifugiati e persone in attesa di riconoscimento di Asilo, verrà riservato a chi ha già ottenuto lo status di rifugiato, rendendo di fatto i Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) le uniche strutture aperte ai richiedenti asilo.

Può essere letta come la più classica delle contrapposizioni tra propaganda a livello nazionale e concretezza dell’amministrazione locale, considerando che da sempre la stessa Associazione Nazionale dei Comuni Italiani difende l’accoglienza Sprar opponendosi alla logica dei grandi centri affollati dove sono più difficili reali percorsi di inclusione delle persone accolte, ma l’assessore nega qualsiasi contrapposizione tra propaganda e amministrazione: “L’aumento dei posti Sprar deliberata a ottobre è una proposta di un altro assessore, che noi abbiamo vincolato all’accoglienza di persone che hanno già ottenuto lo status di rifugiato” spiega Garassino ai microfoni de ilfattoquotidiano.it. Ma che fine faranno le persone che non otterranno la protezione umanitaria, eliminata per decreto, e non riusciranno a vedersi riconosciuta o saranno in attesa di esito della domanda di asilo? È normale immaginare, stante la chiusura delle frontiere europee e l’impossibilità di effettuare rimpatri in paesi con i quali non esistono accordi bilaterali, che queste persone finiranno in strada: “È un problema concreto che ci porremo, intanto andava mandato un segnale che il vento è cambiato” conclude l’assessore genovese, confermandosi fedele alla linea di partito.

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