Matteo Salvini riorganizza il campo del centrodestra. E il punto di partenza è Giorgia Meloni che invita a un faccia a faccia per parlare di elezioni Europee e di Roma. E a sua volta la Meloni allarga la squadra ai presidenti di Liguria e Sicilia Giovanni Toti e Nello Musumeci, protagonisti di vittorie e esperienze amministrative ben salde a destra, ma in allontanamento progressivo da Arcore. Ma a mancare in questa foto di gruppo per il momento è proprio lui, l’ex leader della coalizione, il fondatore e ideatore del centrodestra: Silvio Berlusconi. E il presidente degli azzurri, che ha cominciato a vedere l’isolamento suo e del suo partito, ha provato un avvertimento: “Ci saranno tra poco elezioni regionali e cittadine e non so come potremo andare ancora a queste elezioni”. Certamente la posizione di Berlusconi non è più quella di forza e le elezioni in Trentino e in Alto Adige hanno aggravato la situazione. Ma in molti Comuni del Nord Forza Italia è fondamentale per governare. Una situazione che in qualche modo c’entra anche con la tenuta del governo, almeno di riflesso. Tutto questo avviene a sette mesi dalle elezioni europee e a otto dalle elezioni amministrative in città importanti (da Bergamo a Bari, da Livorno a Reggio Emilia e Perugia) e in 5 Regioni (Abruzzo, Sardegna, Piemonte, Calabria più l’Emilia Romagna in autunno). Sulla scena c’è pure l’incognita Roma e le eventuali dimissioni di Virginia Raggi per le vicende giudiziarie in cui è coinvolta: se così fosse, un centrodestra unito potrebbe giocarsi più di una chance su più tavoli.

Salvini non appare spaventato e tira dritto cercando di dare forma al fronte dei sovranisti: quel progetto di cui si sente già uno dei leader in Europa, a fianco di Marine Le Pen, e che invece in patria fatica a decollare. Il punto di partenza è l’asse con Fratelli d’Italia, che anche in Parlamento – pure dall’opposizione – è il partito più “collaborativo” con l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte e sostenuto dalla maggioranza formata da Lega e M5s. Una cooperazione che viene da lontano, già dalle ore successive alla formazione del governo e al presunto strappo con gli azzurri. Fdi addirittura non avrebbe disdegnato di entrare nell’esecutivo giallo-verde, salvo poi essere sacrificato sull’altare dallo stesso Salvini: Luigi Di Maio poteva convincere i suoi a fare alleanze con il Carroccio, ma non con l’estrema destra di Giorgia Meloni. Ora però che le carte si rimescolano in vista delle prossime corse elettorali, è un po’ come ricominciare da zero e vale tutto. “Sono contento di aver fatto con Giorgia Meloni la corsa alle comunali di Roma”, è stato il segnale di distensione del vicepremier della Lega in un’intervista a Night Tabloid, “l’altra volta eravamo soli contro il mondo e soprattutto per merito di Giorgia siamo arrivati a tanto così dal vincere. Col senno di poi anche i romani avrebbero preferito che andasse in maniera diversa: troviamoci per ragionare di Europa, visto che arriva, e anche di Roma”. E ha concluso: “Dobbiamo vederci presto“. L’interessata intanto scalpita e, per quanto la riguarda, lancia avvertimenti neanche troppo velati a Forza Italia: “Federatrice del centrodestra? Ho perso un po’ la pazienza. Io se devo dire che credo ancora che il futuro del centrodestra sia nei tre partiti come li abbiamo visti fino ad ora, dico no. E io stessa sto lavorando per allargare il fronte di Fratelli d’Italia perché possa arrivare a condividere il proprio percorso con tutti quelli che sono del campo del centrodestra. Un progetto più ampio con quelli che ci vogliono essere. Ho fatto un appello anche al governatore Toti, uno al governatore Musumeci, ci sono tanti sindaci e consiglieri regionali”. Berlusconi? “Io guardo a quello che dobbiamo fare noi. Molto spesso oggi le posizioni di Forza Italia, soprattutto ora che si parla di Europa, ho difficoltà a condividerle”.

Ha risposto direttamente alla Meloni lo stesso Berlusconi, dove il “direttamente” sta per un’intervista a Night Tabloid registrata nei giorni scorsi: “Ripeto quello che la Meloni sa già bene: restando tutti insieme, il centrodestra e la naturale maggioranza degli italiani vinceremo tutte le elezioni come vinciamo nelle amministrative delle città, ma dobbiamo prepararci alla grande vittoria per il Paese perché io non credo che questo matrimonio contro natura dei 5S e della Lega possa proseguire per molto”. Quindi la strategia è chiara: l’ex Cavaliere vuole essere il regista del nuovo fronte a destra, ma non ha né numeri né energie. E per cercare di riprendere in mano il pallino del gioco, ha deciso che deve far cadere l’esecutivo prima che sia troppo tardi. O perlomeno alzare la posta in gioco. Anche per questo oggi, Berlusconi ha fatto il suo annuncio: “Alla Lega diciamo”, è stato il discorso completo a margine della presentazione del libro ‘Bettino Craxi-Uno sguardo sul mondo’ al teatro Franco Parenti di Milano, “questo governo è contro natura e produce solo situazioni negative, ci porta a cose difficilissime quindi gli dico, mettete un alt alla continuazione di questo governo. Questo governo è un’alleanza illogica e innaturale. Non è tanto il timore per una procedura di infrazione che ci fa essere contrari. Questa manovra non piace all’Europa ma non fa bene italiani. Si aumenta il debito, ma non per aumentare il lavoro e la crescita, la pressione fiscale ma per favorire l’assistenzialismo che non ha mai fatto crescere il Paese”. Quindi ha chiuso su uno dei punti che più sta logorando il governo Lega-M5s, ovvero le Grandi opere: “Il no del Consiglio comunale di Torino alla Tav non solo mi preoccupa, ma credo che debba preoccupare tutti quanti, perché mettere anche sul piatto la Tap a cui sono stati costretti a dire sì, è un modo di procedere che non ha nessun senso”. L’ Italia “ha bisogno di infrastrutture, siamo al 50 per cento in meno rispetto a Francia, Spagna e Germania”. Insomma nel centrodestra si muove qualcosa e Silvio Berlusconi non vuole per nessun motivo rimanerne fuori.