Italia fanalino di coda nell’area euro con una stima della crescita del pil fissata all’1,2% nel 2018 e dell’1% nel 2019, che rappresentano i tassi più bassi nell’Ue, nonostante la revisione al ribasso delle stime per Germania e Francia. Sono queste le previsioni del Fondo monetario internazionale contenute nel World Economic Outlook, nel quale viene stimato anche un calo del debito pubblico italiano in calo dal 131,8% del Pil nel 2017 al 130,3% quest’anno e al 128,7% nel 2019. Una traiettoria discendente che, secondo l’Fmi, dovrebbe proseguire fino al 2023 quando si assesterà al 125,1%.

Inoltre l’Fmi insiste sulla necessità in Italia di “preservare le riforme pensionistiche e del mercato del lavoro“. Alla luce di questi dati, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto che le previsioni “dovrebbero essere aggiornate nel rispetto della nostra nota di aggiornamento del Def. Confidiamo che la crescita sarà sicuramente superiore. Siamo ben determinati, abbiamo ben meditato questa manovra, questa linea di azione. Dobbiamo consentire alla nostra economia di poter esprimere le sue potenzialità e dobbiamo ovviamente pensare anche allo sviluppo sociale del paese. Lo facciamo con la massima ragionevolezza”. E anche Matteo Salvini ha risposto: “Sulla Fornero – dice il vicepremier – niente e nessuno ci potrà fermare. Andiamo avanti tranquilli, l’economia crescerà anche grazie alla modifica della legge Fornero, un’opera di giustizia sociale che creerà tanti nuovi posti di lavoro”.

Rispetto alle stime dello scorso aprile, il Fondo ha rivisto al rialzo il rapporto debito/pil di 0,6 punti per il 2018 e di 1,2 punti per il prossimo anno. E comunque, si precisa, queste stime non si basano sulle indicazioni fornite dal governo Conte con la Nota di aggiornamento del def bensì si basano “sui progetti inclusi nel bilancio 2018 e nel Def di aprile 2018“. Relativamente alla disoccupazione, l’Fmi vede una disoccupazione italiana al 10,8% nel 2018, in flessione dall’11,3% del 2017, e poi ancora in calo al 10,5% nel 2019.

Secondo il Fmi, nell’area euro, “Paesi con limitato spazio di bilancio (per esempio Francia, Italia e Spagna) dovrebbe usare questo periodo di crescita sopra il potenziale e di politica monetaria accomodante per ricostruire cuscinetti di bilancio, che potrebbero alleviare le tensioni fra banche e debito sovrano”. E con particolare riferimento all’Italia, il Fondo monetario insiste sulla necessità di “preservare” le riforme pensionistiche e del mercato del lavoro e “ulteriori misure andrebbero perseguite”, suggerisce, “quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale”.

Non a caso, si legge ancora nel rapporto, le “recenti difficoltà” nella formazione del governo e “la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l’attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito” hanno “innescato un aumento degli spread“. Nel World Economic Outlook, l’Fmi sottolinea inoltre come l’incertezza politica e sulle politiche “potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l’attività economica in diversi Paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi”.

Il capo economista del Fondo, Maurice Obstfeld, rispondendo a una domanda sull’Italia ha chiarito che “è imperativo per la politica di bilancio mantenere la fiducia dei mercati, e abbiamo visto un aumento degli spread e questo rende” il Paese più vulnerabile. “È importante – ha concluso – che il governo operi nel contesto delle regole europee“.

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