Oltre mille ex deputati hanno presentato ricorso contro la delibera dell’ufficio di presidenza della Camera che ha tagliato loro i vitalizi. Mentre l’ex senatore della Lega Marco Preioni ha denunciato Luigi Di Maio con l’accusa di “minaccia alla presidente del Senato, minaccia all’organo della Camera che dovrà esaminare i ricorsi sui vitalizi, e minaccia agli ex parlamentari”. Continuano le ritorsioni degli ex parlamentari colpiti o a rischio del taglio delle indennità. Alla vigilia della conferenza stampa nella quale il presidente dell’Associazione ex parlamentari Antonello Falomi, e i due vice Franco Proietti e Michele Zolla, l’agenzia Ansa ha rivelato il numero di ricorsi ricevuti fino a questo momento. Il grosso dei 1.200 ex deputati si è rivolto a uno dei cinque avvocati suggeriti dall’Associazione guidata da Falomi, ma un certo numero di essi si è avvalso di legali di fiducia.

I ricorsi verranno presi in esame dal Consiglio di Giurisdizione, l’organo giudiziario interno della Camera, che inizierà l’esame il 7 novembre con le richieste di sospensiva cautelare. Queste istanze, spiega il presidente del Consiglio di Giurisdizione Alberto Losacco (Pd), chiedono di sospendere cautelativamente il taglio dei loro vitalizi fintantoché lo stesso Consiglio non avrà deciso nel merito i ricorsi.

Intanto a questi ricorsi si aggiunge la denuncia del leghista Preioni. Al Senato ancora non è stata approvata la delibera per il taglio dei vitalizi, dopo che la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati chiesto altro tempo per valutare la struttura del testo. Nell’esposto, l’ex parlamentare ha ricordato le “pesanti affermazioni da parte di Di Maio” in particolare “con inequivocabili incitamenti a denigrare e intimidire gli ex deputati intenzionati a proporre ricorsi nella competente sede giurisdizionale” interna alla Camera, e “con indebite pressioni e minacce per chi si opponesse al loro disegno di ‘flagellazione’ tanto degli ex deputati quanto degli ex senatori”. Nella denuncia, Preioni ha riportato anche alcune frasi pubbliche del vicepresidente. Per quanto riguarda le minacce agli ex deputati, il 27 giugno consigliò loro di non fare ricorso contro il taglio dei vitalizi perché ciò “farà bene alla loro salute”. Poi ci sono “le minacciose pressioni dei confronti della presidente del Senato perché disponga anche per il Senato una deliberazione identica a quella della Camera”, con il post su Facebook il 9 settembre. Infine, ci sono le minacce e l’oltraggio al Consiglio di Giurisdizione: l’organo giudiziario interno della Camera composto da tre deputati. Il 26 luglio Di Maio disse che esso avrebbe confermato la delibera Fico dato che ha “le stesse sensibilità politiche di chi ha tagliato i vitalizi”, frase che attribuisce parzialità e pregiudizio politico ai tre deputati del Consiglio di Giustizia.