L’Ocse rivede al ribasso la stima di crescita del pil italiano a causa di “incertezze sulle scelte politiche, più alti tassi di interesse e più lenta creazione di posti di lavoro che frenano la spesa delle famiglie”. E invita il governo pentastellato a continuare sulla strada delle riforme iniziate dai precedenti e in particolare non “disfare la riforma Fornero” perché “se si tratta di ridurre l’età pensionabile sappiamo che questo non crea occupazione, non sono i giovani che rimpiazzano gli anziani“. Immediata la risposta di Luigi Di Maio, che dalla Cina ribatte: “L’Ocse non deve intromettersi nelle scelte di un Paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti”. Il leader del M5s ha ricordato che “il superamento della legge Fornero è nel contratto” e dunque “verrà realizzato” perché “quasi due terzi degli italiani sono con noi”. Quindi una nuova stoccata alle istituzioni internazionali: “I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l’impegno preso”.

Resta il fatto che l’organismo parigino ha tagliato la previsione sul pil italiano 2018 a +1,2% dal +1,4% di maggio. E il rallentamento della crescita, prospettiva condivisa dallo stesso ministro dell’Economia Giovanni Tria, riduce i margini di movimento sui conti pubblici. Anche per questo stanno emergendo tensioni nel governo con l’avvicinarsi della data del 27 settembre entro cui va presentata la nota di aggiornamento al Def.

“Rispettare vincoli Ue, spendere per istruzione e infrastrutture” – Con l’occasione, la capo economista Laurence Boone ha invitato anche a preservare la fiducia degli investitori nella sostenibilità del debito pubblico, rispettando i vincoli Ue. Per questo “la politica fiscale deve restare dentro la cornice prevista dalla Ue”. L’Italia “ha fatto sforzi straordinari, costanti e persistenti. E’ importante che continui e che rispetti le regole dell’Unione europea”. Boone ha poi insistito sull'”importanza degli investimenti pubblici rispetto a spese che in genere servono al consumo immediato”. Bisogna “dirigere la spesa verso gli investimenti produttivi che fanno la crescita di domani: istruzione, digitale, infrastrutture…”. “All’Italia lanciamo un messaggio molto semplice: molte riforme sono state fatte dal precedente governo. È vitale che queste riforme continuino” perché l’Italia deve “andare avanti sul cammino della crescita”. Quanto al reddito di cittadinanza, ha detto, in un Paese avanzato come l’Italia deve essere “mirato” per aiutare le persone colpite dalla crisi sotto forma di “misure contro la povertà“, perché “un reddito universale diretto a tutti sarebbe molto costoso e non si riesce a mirare i destinatari”.

“Rischi politici potrebbero impedire all’Ue di prosperare” – Nell’area euro, secondo l’organismo per lo sviluppo e la cooperazione economica, “preoccupazioni persistono sulla stabilità fiscale e finanziaria a causa dell’incertezza sulle scelte politiche, tra cui quelle dell’Italia e sul futuro accordo tra il Regno Unito e il resto dell’Unione europea”. E questi “rischi politici potrebbero impedire all’Europa di prosperare”. Non solo: “Dieci anni dopo la crisi, rischi finanziari si accumulano nuovamente”, avverte l’organismo internazionale con sede a Parigi.

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