Mercoledì 5 settembre Il Giornale non sarà in edicola per lo sciopero deciso all’unanimità dall’assemblea di redazione. L’astensione dal lavoro votata dai giornalisti è dovuta al “piano di tagli annunciato oggi dalla società editrice” che fa capo a Paolo Berlusconi, fratello dell’ex presidente del Consiglio.

“L’utilizzo dello strumento dei contratti di solidarietà, nella misura annunciata, è di una entità senza precedenti e incompatibile con la qualità del quotidiano fondato da Indro Montanelli. Lo sciopero immediato è una decisione sofferta ma inevitabile”, dice l’assemblea dei giornalisti in una nota  spiegando che l’azienda “non propone alcun piano di rilancio editoriale ma scarica sulle spalle dei redattori, cui vengono prospettati sacrifici intollerabili, il peso di una crisi che riguarda l’intero settore dell’editoria”.

Il comitato di redazione rivela che “da mesi” vengono richiesti chiarimenti “sullo stato dei conti e sulle prospettive di rilancio”, ricevendo “dichiarazioni tranquillizzanti, clamorosamente smentite dall’annuncio odierno”. Pur essendo pronti a “fare la loro parte”, i giornalisti del Giornale sottolineano la “misura abnorme ipotizzata dall’azienda” di contratti di solidarietà.

L’assemblea, si legge ancora nella nota diffusa dai giornalisti, ha dato mandato al Cdr per la prosecuzione della trattativa decidendo fin d’ora, se necessarie, altre due giornate di sciopero.