Il disegno di legge Anticorruzione è pronto. Come annunciato dal guardasigilli Alfonso Bonafede la riforma fortemente voluta dal Movimento 5 stelle finirà formalmente sul tavolo del Consiglio dei ministri: già oggi, però la riforma è stata oggetto di discussione dell’esecutivo. Da via Arenula considerano il testo “equilibrato“riferendosi soprattutto a quello che è il cuore della riforma: il daspo per i corrotti e cioè l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Tradotto: l’imprenditore che è stato condannato a una pena superiore ai due anni per tutta una serie di reati contro la pubblica amministrazione- la cui lista è stata triplicata – non potrà più avere a che fare con gli appalti e gare. Per sempre. Una misura già prevista dal contratto siglato tra Lega e M5s e che per fonti governative non meglio specificate citate dall’Ansa “andrà studiata per evitare forzature controproducenti“. Una sorta di messaggio che annuncia un tentativo di modifica del testo in sede parlamentare. Dal ministero della giustizia, però, dicono: “O il ddl passa così o si va a votare. Cosa siamo venuti a fare al governo altrimenti?”.

Daspo per i corrotti a vita: “O così o si va a votare”- Il daspo ai corrotti aveva già animato il dibattito nelle scorse settimane quando era finito al centro di un fuorionda pubblicato dal fattoquotidiano.it dove il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, e il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, consideravano come “incostituzionali” alcuni passaggi inseriti in una prima bozza ministeriale. Posizioni che il numero uno dell’Anac aveva rappresentato anche al ministro. Alla fine i tecnici del ministero estendendo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici a un lungo elenco di reati: malversazione aggravata dal danno patrimoniale, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione propria, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione attiva, istigazione alla corruzione, peculato, concussione, abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità, traffico di influenze illecite. Resta da capire come sarà regolata la questione dei premi per chi collabora: un imprenditore beccato a pagare tangenti che però parla con i pm e viene quindi condannato verrà comunque interdetto in perpetuo dai pubblici uffici? Al momento dal ministero fanno filtrare soltanto che il decreto prevede novità per chi collabora ma resta da capire, appunto, seil daspo sarà esteso anche ai testimoni.

L’agente sotto copertura : come funzionerà –  L’altra novità contenuta nel ddl è invece l’agente sotto copertura per “infiltrare” dall’interno eventuali attività criminali e per rendere più efficaci le indagini. Una figura istituita già dalla convenzione firmata dalle Nazioni Unite a Merida del 2003 ma che non è piaciuta ai penalisti, ovviamente molto critici su una misura di questo tipo. Si tratta di uno strumento già previsto nelle attività di indagine contro la criminalità organizzata, il traffico di droga e il terrorismo: adesso ne è stata estesa l’applicabilità anche al contrasto dei reati di tipo corruttivo.  

In pratica gli agenti sotto copertura potranno entrare negli uffici pubblici. Saranno componenti delle forze dell’ordine che agiranno su mandato di un magistrato li dove emerga il sospetto di attività corruttive, derivante per esempio da segnalazioni e esposti. E non saranno costretti ad esercitare immediatamente l’azione penale. Come nel caso di quelli infiltrati tra le organizzazioni di spaccio che non sono obbligati a sequestrare i carichi di droga immediatamente. La stessa cosa avverrà negli uffici della pubblica amministrazione: gli infiltrati non saranno costretti ad arrestare immediatamente un funzionario che sorprendono mentre intasca una tangente.

La procedibilità per l’appropriazione indebita – Avranno dunque un ruolo diverso dall’agente provocatore, che invece “induce” alla corruzione e che avrebbe potuto avere profili di incostituzionalità. Nel disegno di legge ci saranno poi provvedimenti sui tempi della giustizia nei tribunali: un fronte che il guardasigilli intende approfondire ad ottobre con la riforma del processo civile. Nel ddl – come ha scritto il Fatto Quotidiano – anche il ripristino della procedibilità d’ufficio per il reato di appropriazione indebita, cancellata al suo ultimo respiro dal governo Gentiloni e ribattezzato legge ad cognatum perché favoriva i due fratelli del cognato dell’ex premier, Andrea Conticini, indagati proprio per quel reato con l’accusa di aver destinato a conti bancari a loro riconducibili soldi ricevuti ufficialmente per fare beneficenza ai bambini africani.

La prescrizione che verrà –  Slitta invece a dicembre ogni ipotesi di riforma della prescrizione. A fine anno saranno previsti anche una sorta di Stati generali della giustizia sul tema delle intercettazioni. L‘entrata in vigore della riforma di Andrea Orlando è stata prorogata al marzo 2019 con il decreto Milleproroghe varato alla fine di luglio. Per allora il ministero riscriverà tutta la disciplina degli ascolti telefonici con l’aiuto delle procure e del Consiglio nazionale forense, chiamati a esprimersi sulla questione.  In attesa di capire come Bonafede intende riscrivere la questione intercettazioni e se interverrà davvero sulla prescrizione – come promesso nell’anniversario della strage di Viareggio e durante il suo incontro con l’Associazione nazionale magistrati – adesso tocca dunque all’Anticorruzione.  “Il disegno di legge – ha assicurato il guardasigilli con un post su facebook – farà dell’Italia, che ora è il fanalino di coda, il Paese capofila nella lotta alla corruzione a livello internazionale”. Bonafede ha parlato addirittura di “una riforma rivoluzionaria. Tutti devono sapere che ci si può fidare nel nostro Paese, che si può investire senza il timore di essere danneggiati da chi usa la corsia preferenziale della corruzione. E che, finalmente, fare i furbi, rivolgersi agli amici degli amici, allungare la mazzetta, sono azioni che apparterranno al passato di questo Paese. Una giustizia che spazzi via per sempre la ‘metastasì della corruzione e che si occupi soprattutto del servizio che offre agli italiani”.

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